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Buon sangue non discrimina
I "nuovi" italiani combattono "i razzismi in circolo" a suon di rap, informazione e gesti di accoglienza. Ne parliamo sabato 26 marzo (ore 11, Caffé letterario).

Donare sangue e fare buona informazione. Due modi diversi di rendersi utili alla propria comunità, che piacciono anche a chi ha radici in un altro Paese. E che possono aiutare a combattere il razzismo. "Tra i nostri donatori attivi, ovvero coloro che hanno donato almeno una volta nell'ultimo anno, circa 4700 persone sono straniere e vengono da 128 Paesi diversi -spiega Giorgio Marmiroli, consigliere delegato dell'associazione Amici del Policlinico e della Mangiagalli, donatori di sangue onlus-. E con il passare degli anni abbiamo registrato un nettissimo trend di crescita". Solo nel 2010 ci sono state 557 nuove iscrizioni da parte di cittadini stranieri ed extracomunitari al Centro trasfusionale del Policlinico di Milano.

"Per i cittadini immigrati il dono del sangue rappresenta anche un gesto concreto per dimostrare la loro volontà di integrazione -conclude Giorgio Marmiroli-. Un dono per tutta la comunità, per il Paese in cui vivono". E proprio per esprimere un grazie concreto nei confronti dell'Italia e della generosità dimostrata in occasione del tragico tsunami del 2004, la comunità dello Sri Lanka si ritroverà domenica 8 maggio al Policlinico per una donazione "straordinaria" e per un momento di festa.

Più dura dare il proprio contributo per i circa 300 giornalisti stranieri che vivono e lavorano in Italia, e che, per colpa della burocrazia, non riescono ad accedere all'Albo e a diventare professionisti. "Si va da persone di 40-50 anni, fino a ragazzi giovanissimi", spiega Viorica Nechifor, presidente dell'Ansi, Associazione nazionale stampa interculturale. La legge 69/1963 che disciplina l'iscrizione all'Ordine dei giornalisti, infatti, prevede che per l'iscrizione all'Albo occorra la cittadinanza italiana, "ma una circolare del ministero della Giustizia del 1985, precisa che per accedere a un albo professionale, la cittadinanza non è vincolante -puntualizza Viorica Nechifor-. Alcune regioni hanno recepito la circolare, altre no".

Per questo motivo l'Ansi si spende per fare lobbing presso gli organi che ancora ignorano la circolare del 1985 e spinge per una maggiore presenza di giornalisti stranieri nei media italiani. "Lo scambio di punti di vista non può che arricchire -puntualizza Viorica-. Se ci fossero voci diverse all'interno delle redazioni, alcuni episodi come la campagna stampa ai danni dei romeni, forse, non ci sarebbero stati".

 

Viorica Nechifor parteciperà all'incontro "Buon sangue non discrimina", in programma sabato 26 marzo a Fa' la cosa giusta! (ore 11, Caffé letterario). Insieme a lei prenderanno la parola i "nuovi" italiani che hanno deciso di curare "i razzismi in circolo" a suon di rap, informazione e gesti di accoglienza. Tra gli ospiti, il rapper Zanko "El arabe blanco", Niang Mussa, senegalese, donatore di sangue al Policlinico , Bianca Zirulia, dell'associazione Mamme di via Rubattino.

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