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Sprigioniamoci
L'economia carceraria produce ricchezza e lavoro. Per saperne di più non perdetevi gli incontri di venerdì 25 novembre (ore 14, sala Pacifico) e sabato 26 marzo (ore 14, auditorium Novamont).

Niente prodotti scadenti o bilanci zoppicanti, le coooperative e le imprese che animano il mondo dell'economia carceraria non sono realtà di serie B. Lo dimostrano realtà consolidate come la cooperativa sociale Aretè che, dal 1987, porta avanti un progetto che coniuga l'agricoltura biologica e percorsi di riabilitazione per detenuti (e persone con disagio psichico) finalizzato all'inserimento nel mondo del lavoro. Con un bilancio annuale che si aggira attorno ai due milioni di euro che garantisce l'occupazione di cinque persone svantaggiate e di altri 18 lavoratori inseriti con borsa lavoro provenienti dagli Ospedali Riuniti di Bergamo o dalla Casa circondariale di Bergamo. 
E sul biologico hanno scommesso anche le colonie agricole delle case di reclusione di Is Arenas, Isili e Mamone (in Sardegna) che, nel quadro di un progetto di durata triennale promosso da Aiab in collaborazione con il Provveditorato, verranno convertite all'agricoltura biologica. 

Per fare il punto sulla situazione attuale dell'economia carceraria, i progetti già lanciati e le prospettive di sviluppo future, a Fa' la cosa giusta! sono in programma due convegni dedicati al tema. Il primo appuntamento è per venerdì 25 novembre (ore 14, sala Pacifico) con un "viaggio" alla scoperta dei progetti avviati dal 2010 a oggi. All'incontro "Economia carceraria. Facciamo il punto?" parteciperanno Anna Ciaperoni (Aiab), Giampaolo Cassitta (Prap Sardegna),  Oliviero Arzuffi (cooperativa Aretè), Pietro Raitano (Altreconomia).
Il secondo appuntamento, "Economia carceraria: quale futuro?" è in programma sabato 26 marzo (ore 14, auditorium Novamont). Parteciperanno Antonella Barone (Ministero della giustizia), Paolo Massenzi (Recuperiamoci!), Rosalia Marino (direttore del carcere di Novara), Rossella Favero (cooperativa Altra città). Modera Ilaria Sesana (Terre di mezzo - street magazine).

All'interno della sezione "Sprigioniamoci" di Fa' la cosa giusta! sono presenti più di venti realtà tra associazioni e cooperative che promuovono il lavoro all'interno degli istituiti di pena. Tra le novità di quest'anno, è possibile andare alla scoperta del caffè prodotto nella torrefazione gestita dalla cooperativa "Lazzarelle" all'interno del carcere femminile di Pozzuoli oppure de "Il pungiglione - villaggio dell'accoglienza" che offre punto ristoro, fattoria didattica, produzione di miele della Lunigiana e falegnameria dando opportunità lavorativa a detenuti in misura alternativa. 

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