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Triboniano, sgombero a sorpresa
Allontanate tre famiglie, accusata anche la Casa della Carità . Don Mapelli: "Non siamo d'accordo con quest'operazione".

 

Questa mattina, a Milano, sono state sgomberate tre famiglie rom che vivevano all'interno del campo rom comunale di via Triboniano. Sul posto sono arrivati gli agenti della polizia di stato e della polizia locale che hanno bloccato le vie d'ingresso al campo dove è stato vietato l'accesso a giornalisti e operatori della Casa della carità. Gli abitanti del campo si sono opposti allo sgombero.

"Mi vogliono buttare in strada con i miei figli, non so dove mi vogliono mandare", denuncia Costantin Ventila, rom romeno. “Il Comune e la Casa della carità - aggiunge Ventila - mi hanno offerto 1000 euro per andarmene da Triboniano e altri 5 mila quando avrei trovato un appartamento. Ma io ho rifiutato”. Ventila, geometra sessantenne, è presidente dell'associazione "Avena Amenza Åžavale", da vent'anni in Italia e da sette anni abitante del campo comunale di via Triboniano. “Secondo me questa è una truffa: io sono un rom e se vado a cercare un appartamento non lo trovo - prosegue Ventila -.Tra l'altro, ci hanno sgomberato senza notificarci nulla: non abbiamo in mano nulla di scritto”. Dopo lo sgombero, per circa un'ora Costantin Ventila si è rifugiato con la sua famiglia nella chiesa dei frati cappuccini davanti al Cimitero Maggiore. In attesa di un'alternativa, ha poi fatto sapere che troverà alloggio presso alcuni parenti residenti a Milano.

“Quello che è successo oggi non ci vede d'accordo: è un'azione per la quale non siamo stati interpellati -commenta don Massimo Mapelli, responsabile del progetto sociale della Casa della carità all'interno del campo di Triboniano-. Queste famiglie stavano pian piano costruendo percorsi di uscita positiva che iniziavano a concretizzarsi, perciò sgomberi come questo sono del tutto inutili: innalzano la tensione e non servono ad affrontare il problema dal punto di vista sociale.” Per quanto riguarda l'accusa di offerta di denaro in cambio dell'abbandono del campo sollevata da Costantin Ventila, don Mapelli replica: “Come agli altri abitanti del campo, abbiamo chiesto anche a lui, che lavora regolarmente, di iniziare un percorso di uscita dal campo e di inserimento sociale: molti altri hanno trovato una casa sul mercato con il sostegno del Piano Maroni e poteva farlo anche lui. Detto questo, non siamo stati sicuramente noi a ordinare l'azione di oggi nei suoi confronti. Un'azione di cui si assumano la responsabilità il Comune, il Prefetto o chi si vuole. Ma non noi”.

Testo: Dario Paladini, Andrea Rottini

 

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