Esiste un Meridione virtuoso, che anticipa i tempi. A Sant'Agata di Puglia con l'eolico il comune paga i servizi sociali, il bonus bebé e una parte dei mutui per la prima casa delle giovani coppie. A Corchiano (Viterbo) dall'olio esausto delle fritture ci ricavano il combustibile per i mezzi comunali. Torraca (Salerno) è stato il primo comune, non solo in Italia ma in tutto il mondo, con i lampioni a led. E pochi conoscono il campus stile Harvard dell'Università della Calabria a Rende, sorto addirittura nel 1968. Buone prassi raccontate dall'inchiesta "Tendenza Sud", nel numero di marzo di Terre di mezzo - street magazine. Alcuni di questi temi saranno poi al centro delle lezioni della Scuola di Altra amministrazione, l'appuntamento per i politici virtuosi in programma a "Fa' la cosa giusta!2011" il 25 e 26 marzo (sono aperte le iscrizioni).
Sono quasi 7mila i comuni italiani che hanno almeno un impianto di energia rinnovabile (nel 2007 erano 3.190). Di questi, 298 hanno investito sull'eolico e ben 232 si trovano sotto la capitale. "Sempre più sindaci si convertono, quindi, alla sostenibilità -si legge nell'inchiesta di Terre di mezzo-: vuoi perché a tutti piace vivere in luoghi più puliti, vuoi perché così si alleggeriscono i bilanci, soprattutto dopo che il Governo ha deciso di diminuire i trasferimenti agli enti locali". L'Associazione nazionale comuni italiani (Anci) ha calcolato che nel prossimo triennio i tagli costringeranno le amministrazioni comunali a ridurre del 20% le spese correnti e del 30% gli investimenti. "Ma chi ha adottato pratiche di sostenibilità potrà affrontare meglio la stretta imposta dal Tesoro", assicura Marco Boschini dell'Associazione nazionale comuni virtuosi. Il segreto del successo? Saper costruire ingranaggi di buone prassi che si alimentano a vicenda, dall'ambiente al welfare.
A Rende l'Università della Calabria crea nuove imprese e posti di lavoro, in una delle regioni più colpite dalla disoccupazione. Sono infatti 21 imprese spin-off, create con il supporto dell'ateneo e finanziate dalla Regione e dai fondi europei. Come la 3D Research. "Realizziamo musei digitali -spiega Maurizio Muzzupappa, docente dell'Unical e responsabile tecnico-amministrativo dell'azienda-. È un modo per applicare nella realtà i risultati delle ricerche svolte nel dipartimento di Meccanica".
Scritto da Dario Paladini per l'agenzia Redattore sociale










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