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Piccolo dizionario cattivo
Gabbia, dio, bambino: riflettendo sulle parole, i detenuti del carcere di Alessandria costruiscono il loro lessico emotivo. E lo mettono in video.

Un laboratorio di scrittura e narrazione durante le ore di italiano di due classi elementari e medie. Niente di speciale, se non fosse che la scuola è quella interna alla Casa di reclusione di San Michele di Alessandria, e che il 90% dei partecipanti era di origine straniera. Il risultato è raccolto nel video "Piccolo dizionario cattivo", che viene presentato il 22 febbraio al cinema teatro Ambra di Alessandria, ma è visibile anche su Current Tv.

L'idea è partita da Ines Rossi e Fulvia Praglia, due insegnanti del Centro territoriale permanente di Alessandria, che lavorano nelle scuole interne al carcere, ed è stata realizzata grazie all'assessorato alle Politiche sociali della Provincia. "Volevamo inserire nella normale didattica un momento in cui i detenuti potessero mettere in campo la loro capacità di immaginare, di pensare che cosa desiderano, di rielaborare la loro condizione" spiega Ines Rossi.

Fabio Bosco, che ha gestito il laboratorio insieme alle due insegnanti, ha risolto il problema della lingua creando un metodo di lavoro molto semplice e allo stesso tempo evocativo: ciascun partecipante ha scelto da una lista alcune parole (per esempio gabbia, dio, mamma, giallo, come il colore delle porte del carcere di Alessandria) da cui partire per creare una breve riflessione, ripescare un ricordo, esprimere un desiderio per il futuro. I detenuti hanno poi letto i propri testi, e le voci registrate sono state montate in un video insieme a immagini scelte da loro. "In questo modo, è stato possibile far partecipare anche chi ha poca dimestichezza con la lingua scritta, oltre che con l'italiano -spiega Bosco-. Inoltre, l'uso di parole chiave significative, da cui è nato il titolo del film, ha portato i detenuti, anche quelli più chiusi, a sciogliersi, e a tirare fuori qualcosa di sé".

Scritto da Giulia Genovesi per l'agenzia Redattore sociale.

 

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