"I casi di violenza fra le cosiddette bande di giovani sudamericani sono solo episodi, scintille di un contesto magmatico simile a quello di altre culture giovanili". È il commento di Luca Queirolo Palmas, docente dell'Università di Genova, sull'omicidio del 16 gennaio scorso di un ecuadoriano da parte di alcuni peruviani, arrestati a Milano. "Niente a che vedere con la violenza strutturata delle vere bande di latinos americane, che devono difendere il monopolio di mercati illegali, come la droga, la prostituzione, la ricettazione. La violenza dei giovani sudamericani è di tipo comunicativo, è un modo per dire esisto, guardami" continua il docente.
Sabato 19 febbraio, alla Casa Schuster di via S. Antonio 5 a Milano, Palmas, autore del libro "Dentro le gang" (Ombre Corte, 2009, 15 euro) parlerà anche di questo in occasione del convegno "America reaparecida", che ha l'obiettivo di fare il punto sulla situazione economica, politica e migratoria delle società sudamericane e sui risvolti che riguardano anche il nostro Paese.
L'America latina è un continente dinamico, sempre più globalizzato, che nel corso della sua storia ha subito trasformazioni radicali, come spiega Maurizio Ambrosini, docente di Sociologia all'Università degli studi di Milano, fra i relatori del convegno: "Tra il 1800 e il 1979 i Paesi dell'America latina hanno accolto 21 milioni di europei. Oggi invece 25 milioni di sudamericani vivono al di fuori del proprio Paese d'origine". Di questi, sono circa 325 mila quelli che vivono in Italia, coprendo il 7,7% della popolazione immigrata (dossier Caritas Migrantes del 2010).
Un quadro in cui le donne continuano ad essere maggioritarie: "Per ogni quattro immigrati latinoamericani, le donne sono sei", conferma Simona Beretta, della Pastorale migranti della diocesi di Milano, che terrà uno degli otto laboratori tematici previsti per il pomeriggio. Molte di loro lasciano i figli a casa con le nonne, e riescono ad ottenere il ricongiungimento solo anni dopo, quando i bambini sono ormai adolescenti. Un fenomeno che, secondo Simona Beretta, può avere degli influssi sullo sviluppo delle gang di giovani sudamericani di Genova o Milano: "Sono espressioni di un disagio, che in parte è dovuto anche allo sradicamento che questi ragazzi affrontano in un'età già di per sé difficile".
Fra i laboratori in programma domani, da segnalare anche "America latina, non solo narcos" tenuto da Tonio Dell'Olio di Libera, che appoggia associazioni e cooperative che promuovono la lotta all'illegalità nei propri Paesi: "Portiamo loro la nostra esperienza: non abbiamo solo la mafia più antica del mondo, ma anche l'antimafia". Un esempio: "In Guatemala, per convincere l'opinione pubblica dell'importanza di una legge sulla confisca dei beni delle organizzazioni criminali e sul loro riutilizzo abbiamo fatto molti incontri, anche coi vescovi. E a dicembre scorso il governo l'ha approvata", racconta Dell'Olio. Per informazioni: www.caritas.it.
Scritto da Giulia Genovesi per l'agenzia Redattore sociale
Foto del del pittore e scultore Mario Tapia (mariotapia.it).










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