Un lungo fiume in marcia. Così è cominciata domenica 6 febbraio la decima edizione del "World social forum", luogo di incontro e confronto per associazioni, Ong e movimenti sociali che ogni anno si svolge in un continente diverso. Quest'anno tocca all'Africa: benvenuti a Dakar vivace capitale del Senegal.
È qui che incontro Deimba Ba, senegalese, presidente dell'associazione dei contadini che lavorano per tutelare la biodiversità prendendosi cura delle sementi locali. Ma la crisi economica e la mancanza d'acqua mettono in difficoltà l'agricoltura tradizionale. "Fino a qualche anno fa mio padre riusciva a mantenere tutta la famiglia per più di un anno con i prodotti delle nostre terre -dice-. Oggi io riesco a malapena a produrre cibo sufficiente per tre mesi". E così molti contadini hanno abbandonato le coltivazioni che hanno appreso dai loro padri per seguire le proposte delle grandi multinazionali che premettono un guadagno sicuro. "E' l'ignoranza che li rende vittime -spiega Deimba- spesso firmano contratti senza sapere cosa comportano". Per questo il Forum promuove il ruolo delle donne come custodi delle sementi tradizionali.
La gente è così tanta che la marcia di apertura del Social forum è partita con tre ore di ritardo. Migliaia di persone, provenienti dall'Africa e dal resto del mondo, sono devono ancora arrivare e si cerca di far slittare un po' il programma per dar loro la possibilità di partecipare. Una sfilata allegra e colorata, tantissimi i giovani e le donne vestiti con gli abiti tradizionali che hanno urlato, cantato e ballato. "Non mettete le mani sulla nostra terra", dicono le magliette gialle dei contadini.
La marcia ha attraversato la medina, con le strade asfaltate, per arrivare fino alla grande università di Cheick Anta Diop. Tendoni colorati e stand occupano gli spiazzi di sabbia tra una facoltà e l'altra dove si svolgono i dibattiti e i confronti.
Animatissima la discussione nel tendone delle donne, si parla di parità tra i sessi. Una giovane donna del Camerun racconta della sua associazione che aiuta le donne vittime costrette a matrimoni precoci e forzati, le invita a ribellarsi e fa conoscere alle ragazze quali sono i loro diritti: "I nostri più grandi problemi sono legati alla povertà e all'ignoranza", dice e tutte le donne applaudono.
Da Dakar, Marta Gatti










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