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Le (nuove) vie del Signore
Le pecorelle smarrite si recuperano anche con il marketing. La nuova inchiesta di Terre di mezzo - street magazine vi racconta come.

Nascerà in Abruzzo il primo "Parco religioso" d'Italia, una Disneyland del sacro con tanto di catacombe e finti monasteri. Le pecorelle smarrite, infatti, si recuperano (anche) col marketing. Ne sanno qualcosa i giovani di "Scegli Gesù" che applicano i dogmi del design e della comunicazione per trasmettere il lieto annuncio. Mentre nei seminterrati o nei vecchi magazzini stanno nascendo nuove chiese. In via Arqua 15 a Milano, una traversa di via Padova, nel cortile di una vecchia casa di ringhiera i magazzini e i depositi al piano terra sono diventati i templi di sei chiese evangeliche, di cui cinque fondate da immigrati. Si distinguono più per la nazionalità dei fedeli che dal punto di vista religioso: c'è la chiesa dei russi, dei filippini, dei peruviani e ecuadoriani, degli argentini e quella di nigeriani e ghanesi.

L'inchiesta del numero di febbraio di Terre di mezzo - street magazine parte anche dal cortile di via Arqua per indagare "Le nuove vie del Signore": le chiese si svuotano e ci si affida a parchi tematici, ai dettami del marketing e della pubblicità per recuperare le pecorelle smarrite o trovarne di nuove. E c'è poi chi predica sulle spiagge con una chiesa gonfiabile e chi disegna santini manga

Sul blog "Via Padova -> Milano" il racconto di una domenica nel cortile di via Arqua. Queste nuove chiese, che prendono ispirazione da realtà diffuse in America e Asia, sono arrivate o sono nate in Italia negli anni Novanta. C'è chi le chiama sette, in senso dispregiativo, ma gli studiosi preferiscono parlare di "chiese alternative". "Difficile dire quante siano in Italia -ammette Massimo Introvigne, direttore del Centro studi nuove religioni (Cesnur)-. Se consideriamo le principali denominazioni, sono oltre cento e coinvolgono tra i 70 e gli 80mila stranieri in Italia".

Chiese dai nomi lunghi e fantasiosi, fondate da persone assolutamente normali che, pur non avendo una formazione teologica, nel fine settimana infiammano seminterrati e vecchi magazzini di periferia. La coppia di filippini Beatriz e Mauricio De Lara tre anni fa ha dato vita alla "Church international christian ministry". "Abbiamo ricevuto da Dio un messaggio: ci chiedeva di fondare  una chiesa" spiega Mauricio, che per 18 anni ha fatto l'operaio e ora si dedica a tempo pieno al  nuovo ruolo, mantenendosi grazie alle offerte "dei fratelli e delle sorelle" (qualche centinaio), mentre la moglie continua a lavorare come badante. "Non è facile -prosegue-, ci sono tanti problemi economici, ma è Dio che ci dà la forza di continuare". 

Scritto da Dario Paladini per l'agenzia Redattore sociale

 

 

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