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Nigeriani in fuga dall'Italia
Nel 2010 sono stati quasi 1500 le persone che hanno varcato il confine con la Svizzera per chiedere asilo. Quasi tutti hanno chiesto o ottenuto asilo politico nel nostro Paese.

 Sono stati 1.495 i cittadini nigeriani che, nel corso del 2010 hanno bussato alle porte del Centro di registrazione dei richiedenti asilo di Chiasso (Svizzera) per chiedere protezione. "Arrivano tutti dall'Italia: viaggiano in treno e scendono alla stazione di Chiasso. Vanno dalle guardie di confine, chiedono asilo e loro ce li portano", spiega il direttore del centro, Antonio Simona. Si tratta soprattutto di uomini giovani (25-35 anni) che hanno vissuto per diverso tempo nel nostro Paese: "Da alcuni mesi fino a due anni", precisa Simona. Nella quasi totalità dei casi (80-90%) queste persone hanno già presentato domanda d'asilo in Italia e, in base a quanto previsto dalla direttiva Dublino II, verranno rimandati nel nostro Paese.
 
Nel 2009 sono stati 3.710 i nigeriani che hanno presentato domanda di protezione internazionale in Italia (la comunità più numerosa, seguiti da somali e pakistani), l'anno precedente erano stati ben 5.670 e nel 2007 erano il secondo gruppo di richiedenti asilo più numeroso (1.336 persone). Ma anche per chi ottiene lo status di rifugiato o la protezione sussidiaria, le condizioni di vita sono tutt'altro che facili: mancano possibilità di inserimento lavorativo e abitativo. Complessivamente, come denunciato più volte da Laurens Jolles, delegato dell'Alto commissariato dell'Onu per i rifugiati per l'Europa meridionale, "il sistema di accoglienza italiano non ha potuto dare appieno risposte adeguate alle esigenze di integrazione dei rifugiati", molti dei quali cercano così di costruirsi una vita migliore in un altro Paese europeo. 
Nel corso del 2009 sono stati 6.398 i richiedenti asilo e rifugiati politici che hanno lasciato l'Italia ma sono stati "pizzicati" in Svizzera (1.422 persone), Olanda (1.075), Norvegia (1.041) e Svezia (911). I dati sono contenuti nel rapporto al Parlamento europeo sulle attività del 2009 di Eurodac, la banca dati che raccoglie le impronte digitali di coloro che chiedono asilo e di quanti sono stati fermati mentre varcavano irregolarmente le frontiere esterne dell'Unione Europea.
 
Il massiccio afflusso di nigeriani si inserisce in un complessivo trend di crescita delle domande d'asilo registrate nel centro di Chiasso: oltre ai nigeriani, c'è stato anche un aumento della presenza di marocchini e tunisini. In totale si è passati da una media mensile di 70-90 ingressi registrati nel 2007 al picco di 457 domande del novembre 2010. Ma il trend di crescita è stato costante per tutto il 2009 e il 2010. "L'arrivo di richiedenti asilo è ciclico -spiega Antonio Simona- registriamo i numeri massimi tra ottobre e novembre, mentre si assiste al calo in primavera". 
Quel che è certo è che il Centro di registrazione dei richiedenti asilo di Chiasso è sotto pressione. A fronte di una capienza di 134 posti letto (cui se ne aggiunge un'altra cinquantina, dislocati presso due rifugi di protezione civile in comuni limitrofi, ndr) deve far fronte a una massiccia affluenza: "Nella settimana dal 10 al 16 gennaio sono arrivati 48 nigeriani e 18 persone dal Maghreb", spiega il direttore Antonio Simona.
 
In media i richiedenti asilo restano nel centro per circa un mese (anche se, in base a una direttiva europea entrata in vigore il 1° gennaio 2011, il soggiorno può arrivare a 90 giorni, ndr) dopodiché vengono smistati in altri centri di prima accoglienza nei vari cantoni svizzeri per il tempo necessario a valutare la domanda d'asilo e, nel caso, applicare la "procedura Dublino". Che in Svizzera richiede circa tre mesi di tempo.

Scritto da Ilaria Sesana per l'agenzia Redattore sociale  

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