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Il buono che avanza
Iniziativa promossa dall'associazione “La cena dell'amicizia”: i clienti che non riescono a finire il proprio cibo (o il vino) troveranno pratici contenitori per portar via gli avanzi e consumarli nei giorni seguenti.

Sono una ventina i ristoranti milanesi che hanno aderito all'iniziativa "Buono che avanza" promossa dall'associazione "La cena dell'amicizia": i clienti che non riescono a finire la propria cena (o il vino) troveranno pratici contenitori per portar via gli avanzi e consumarli nei giorni seguenti. Un'abitudine, quella di farsi confezionare un "dogy-bag", molto diffusa nei paesi anglosassoni ma che trova poco seguito nei ristoranti italiani. Dove spesso il cliente si vergogna di chiedere il "dogy-bag". Nei ristoranti milanesi che espongono la locandina di  "Buono che avanza", invece, la richiesta non è solo legittima, ma anche gradita. 

Un'iniziativa nata dall'esperienza dei volontari e degli operatori della Cena dell'amicizia che, anche in una città ricca come Milano, spesso è costretta ad acquistare una parte importante del cibo che prepara per assistere i più poveri. "Vogliamo sensibilizzare i milanesi sulla stupidità dello spreco", spiega Cornelia Pelletta, volontaria, giornalista, esperta di alimentazione e cuoca. L'adesione all'iniziativa è libera e gratuita per ristoranti, trattorie e altri locali, ma anche per mense aziendali, catering e altre imprese di ristorazione. Nei locali sarà affissa la locandina del "Buono che avanza" e nel menù o sui tavoli i clienti troveranno un volantino che spiega il progetto. 

Il progetto è patrocinato dall'assessorato alla Salute del Comune di Milano. "La nostra società induce bisogni e consumi eccessivi anche in campo, alimentare -aggiunge Cornelia Pelletta-  gli eccessi in campo alimentare sono alla base del sovrappeso e di molte patologie. Il Buono che Avanza educa a limitarsi e a non sprecare, invitando a uno stile di vita non solo etico, ma anche salutare, per se stessi e anche per la spesa pubblica". Al momento sono una ventina i ristoranti aderenti all'iniziativa (tra cui i prestigiosi "D'O" dello chef Davide Oldani e Joja) che ha la partnership di Slow Food. 

Storica associazione di volontariato, che da oltre 40 anni sostiene e reinserisce nella società le persone emarginate e senza dimora, la Cena dell'amicizia sta progettando una seconda fase del progetto "Buono che avanza" che inizierà la prossima estate, riguarderà direttamente le persone in difficoltà e consisterà nel mettere a disposizione dei ristoranti aderenti i riferimenti per destinare eventuali "avanzi" di fine giornata ad associazioni e reti di aiuto, nel rispetto delle leggi vigenti. "Vogliamo creare una filiera corta tra i ristoranti e le associazioni di zona per non sprecare quello che resta intonso in cucina", conclude Cornelia Pelletta. 

Scritto da Ilaria Sesana per l'agenzia Redattore sociale

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