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Insieme si può
Crescono in Italia i gruppi di auto mutuo aiuto: si stima che siano tra i 7 e i 9 mila. Al Nord il 63%. Su Facebook ne esistono 114. E gli enti locali cominciano a guardarli con interesse. L'anteprima dell'inchiesta di dicembre di Terre di mezzo.

Famiglia, lavoro, salute: in Italia i gruppi di auto mutuo aiuto (Ama) sono almeno 7mila. E non ci sono più solo gli alcolisti anonimi. I nuovi gruppi affrontano di tutto, dai problemi più gravi alle normali fasi della vita: a Firenze ne è nato uno formato da badanti, a Palazzolo sull'Oglio da mamme di figli piccoli, a Bergamo di parenti di traumatizzati cranici, a Milano di anziani che combattono l'Alzheimer. Nel carcere di Perugia ce ne sono addirittura due: uno per tossicodipendenti e l'altro per detenute madri. Un vero e proprio boom di gruppi di auto mutuo aiuto: nel 1999 erano 1.603, saliti a 3.265 nel 2006. "Oggi sono tra i sette e i novemila", stima Amadio Totis, coordinatore Ama della Lombardia. È quanto emerge dall'inchiesta di Terre di mezzo di dicembre, che racconta la storia di alcuni di questi gruppi nati come risposta alla crisi economica e ai tagli del welfare: dove lo Stato non riesce più a garantire un servizio, i cittadini si organizzano per aiutarsi a vicenda, rigorosamente gratis.

I gruppi di auto mutuo aiuto si sono sviluppati soprattutto nel nord Italia, circa il 63% del totale, mentre al centro sono il 24%, nel meridione il 9% e nelle isole il 4%. A Bolzano il coordinamento Ama riceve ogni anno dalla Provincia circa 120mila euro: possono sembrare tanti, ma in realtà servono a sostenere ben 222 gruppi, uno ogni 2.270 abitanti. "In questo modo oltre 3mila persone hanno un accompagnamento psicologico di base costante -si legge nell'inchiesta di Terre di mezzo-, che nessuna struttura potrebbe garantire con un budget sufficiente a pagare a mala pena lo stipendio di tre psicologi". Gli enti locali cominciano infatti a guardare con interesse ai gruppi di auto mutuo aiuto. A Bologna l'Asl ha aperto uno sportello per sostenerli, a Montevarchi (Arezzo) il Comune mette a disposizione i locali per gli incontri. "Dai problemi non si esce da soli -spiega Giovanni Rossi, vicesindaco del comune aretino-. Di fronte ai tagli ai fondi, l'auto mutuo aiuto è una risorsa sulla quale investire". 

Anche su internet sono nati alcuni gruppi di aiuto mutuo aiuto. Su facebook ne esistono 114 e il motore di ricerca di Google ne elenca addirittura 1.620, anche se non tutti sono attivi. Uno dei più gettonati è quello nato nel 1996 su Yahoo! e si chiama "No alla pornodipendenza": ha oltre 3.600 iscritti. "L'ingresso in una comunità online può rappresentare una presa di coscienza del problema -sottolinea Alessandra Micalizzi, ricercatrice dell'università Iulm-, soprattutto quando si è in quella fase in cui non si ha voglia di incontrare nessuno".

Scritto da Dario Paladini per l'agenzia Redattore sociale

 

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