Con un colpo al cerchio e uno alla botte, il sindaco di Milano sta cercando di mettere una pezza al pasticcio delle luminarie di via Padova. Sì agli auguri multilingue, ha proposto, ma a patto che ci siano anche quelli in italiano. Nelle scorse settimane le luminarie erano già state installate. Realizzate dall'artigiano Claudio Sighieri, oltre a un cuore rosso prevedevano l'augurio di Buone feste in più lingue, dal francesce all'arabo al cinese. In sintonia, insomma, con il carattere multietnico del quartiere.
Ma da un giorno all'altro sono rimasti solo gli auguri in italiano. L'Assessore Cadeo ha affermato che le luminarie multilingue sono destinate a via Forlanini, una delle porte d'ingresso della città. Le associazioni di via Padova sono subito insorte: lunedì 22 novembre su facebook e il giorno dopo con un comunicato stampa della cooperativa sociale Comin, da 35 anni attiva nel quartiere con progetti a favore dei minori e delle famiglie. "Le differenze non si possono cancellare staccando un interruttore. Questo è infatti il significato che noi, come molti altri che vivono nel quartiere abbiamo attribuito all’intervento dell’assessore. Un messaggio, se così fosse, che riteniamo inaccettabile e anche lesivo dell’immagine cosmopolita di cui Milano è sempre andata giustamente orgogliosa. Ci auguriamo che si tratti soltanto di un grande equivoco e per questo richiediamo, per smorzare all’origine ogni polemica, che le luminarie in tutte le lingue siano ripristinate quanto prima".
Oggi è intervenuto il sindaco Letizia Moratti con la sua proposta che cerca di salvare l'assessore Cadeo ma anche le richieste delle associazioni di quartiere. "Penso che sia giusto -ha detto- in una strada come via Padova, che rispecchia una realtà multietnica. Ma questo deve essere comunque equilibrato anche nella considerazione che è una via milanese: perché è sì una via-mondo ma è anche una via di Milano con la sua storia e le sue tradizioni».
Testo di Dario Paladini










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