“Se si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare, l'amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) costituisce la migliore approssimazione concreta alla felicità sulla terra: ma questa è una verità che non molti conoscono”. Lo scrive il torinese Primo Levi che con questo romanzo, “Chiave a stella”, del 1978 vinse il premio Strega e rinnovò la tradizione letteraria italiana incentrata sul lavoro come stato dell'anima e di vita.
E oggi? Di cosa parliamo quando parliamo di lavoro? Metti la scrittura al lavoro e inviaci il tuo racconto (massimo 5.400 battute) a raccontiditerre@gmail.com entro il 20 novembre. Il racconto, selezionato dalla redazione e dalla Scuola Holden, sarà illustrato e pubblicato su Terre di mezzo – street magazine.
Per leggere i racconti pubblicati finora, vai nella sezione Scrittori nel cassetto: non hai che l'imbarazzo della scelta. L'ultimo pubblicato? "Lo scalo" di Silvia Obici che si è lasciata ispirare da un romanzo di Italo Calvino, "Se una notte d'inverno un viaggiatore...".










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