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Il movimento Primo Marzo progetta il futuro
Da movimento a associazione: il movimento Primo Marzo si evolve per difendere i diritti dei migranti.

Si è tenuta il 13 settembre a Bologna l’assemblea nazionale del movimento Primo Marzo, alla quale hanno partecipato 22 comitati territoriali insieme al coordinamento nazionale dimissionario. La riunione ha definito in modo più chiaro la struttura e la mission dell’organizzazione. In un comunicato spiegano le decisioni prese e gli obiettivi definiti per il futuro.

Prescelta la forma di associazione riconosciuta, “per assicurare al Primo Marzo un’identità più definita e autonoma e agevolare un dialogo lineare con altri soggetti e istituzioni. La forma associativa (che implica l’adozione di uno statuto) consente infatti di stabilire in modo netto i criteri e i principi inderogabili del progetto, i valori che lo caratterizzano e che non possono essere elusi, a partire dal carattere meticcio che il Primo Marzo ha rivendicato sin dalla sua nascita e intende mantenere”. Nel manifesto fondativo del Primo Marzo si legge infatti: "Siamo immigrati, seconde generazioni e italiani accomunati dal rifiuto del razzismo, dell’intolleranza e della chiusura che caratterizzano il presente italiano". Principi fondamentali del movimento sono anche la non violenza, l’apartiticità, la laicità, la trasversalità e “la consapevolezza che la battaglia in difesa dei diritti dei migranti non può essere scissa da quella per i diritti in generale (e viceversa). Il razzismo e la xenofobia dilaganti, infatti, non sono mali circoscritti ma si inseriscono in un processo molto più generale e insidioso che mira a tagliar fuori dalla vita pubblica interi segmenti di popolazione (i migranti, i poveri, i non allineati...)  e a distrarre dalle vere emergenze di questa nostra epoca”.

Tra i temi centrali identificati dall’assemblea di Bologna c’è l’impegno verso il raggiungimento della cittadinanza piena per chi nasce, cresce, vive e lavora sul territorio italiano. Questo implica anche il passaggio dal criterio dello ius sanguinis a quello dello ius soli. La campagna per la cittadinanza piena si intreccia per il Primo Marzo con altre  iniziative legislative: il  riconoscimento del diritto di voto amministrativo agli immigrati, la realizzazione delle pari opportunità, il rifiuto di leggi speciali. Altro tema  centrale è la campagna intorno ai Centri di Identificazione ed Espulsione, “rispetto ai quali –scrivono i ragazzi del Primo Marzo - l’opinione pubblica ha troppo spesso idee vaghe e imprecise. I CIE, tutti dovrebbero saperlo, sono lager inaccettabili dal punto di vista etico ma anche  strutture del tutto inefficaci rispetto ai loro scopi dichiarati, costosissime e ove si opera e si agisce quotidianamente in violazione di leggi europee ed italiane e dei diritti umani”. Tra gli obiettivi prossimi anche la preparazione e l’organizzazione del Primo Marzo 2011- Seconda edizione della Giornata senza di noi.

A Bologna si è anche votato per rinnovare e allargare il coordinamento nazionale. Ne fanno ora parte Cecile Kashetu Kyenge, Teodora Lara, Omar Laurino, Stefania Ragusa, Ilaria Sesana, Francesca Terzoni, Seble Woldeghiorghis. Cecile Kashetu Kyenge è stata votata come coordinatrice/portavoce.  

TESTO: Agenzia Redattore Sociale

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