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La sfida dell'autonomia
Per trovare casa e lavoro a una famiglia rom, i Padri Somaschi di Milano investono 10mila euro all'anno. Pedroni: "Gli sgomberi non risolvono nulla".

Diecimila euro all'anno: è quanto costa trovare casa e lavoro a una famiglia rom. Il calcolo è dei Padri Somaschi di Milano, che stanno aiutando otto nuclei a diventare autonomi. "Abbiamo due operatori che si dedicano esclusivamente a loro -spiega Valerio Pedroni, responsabile degli interventi sociali dei Padri Somaschi-. Per ciascuna famiglia abbiamo previsto un percorso che dura circa due anni".

Nel primo anno i rom vengono ospitati in appartamenti di proprietà dei Padri somaschi. "Nel frattempo avviamo delle borse lavoro della durata di sei mesi -aggiunge Valerio Pedroni-. Si tratta di circa 600 euro al mese: di solito riusciamo a inserirli in cooperative sociali, che si occupano di manutenzione del verde o di pulizie". Nel secondo anno, le famiglie si spostano in appartamenti in affitto. "A Milano i prezzi sono proibitivi e allora cerchiamo case nell'hinterland. Il canone è a carico dei rom visto che nel frattempo almeno il capofamiglia ha trovato lavoro -spiega-. Gli operatori continuano a seguirli, intervenendo quando nascono problemi, che possono essere di varia natura: dai rapporti di vicinato all'inserimento scolastico dei bambini, al disbrigo di pratiche burocratiche".
 
Ai Padri Somaschi questo progetto costa, per ogni famiglia, 8mila euro all'anno per gli stipendi degli operatori e 3.600/4mila euro per le borse lavoro (solo nel primo anno di progetto). "Con 20 mila euro circa si riesce insomma a sistemarla", sottolinea Valerio Pedroni.
 
Valerio Pedroni ieri ha visitato i circa 200 rom accampati in via Rubattino, nei capannoni dell'ex Innocenti. "La situazione è molto difficile e pericolosa -spiega-. Ci sono macerie, buchi enormi". Gli sgomberi, però, non risolvono la situazione. "I rom poi si spostano in qualche altro luogo marginale della città, non se ne vanno. Alla fine sono quasi sempre le stesse famiglie". Le soluzioni devono essere di altro tipo, anche perché gli sgomberi vanificano gli sforzi per inserire i bambini nelle scuole. "Abbiamo visto che dopo lo sgombero nel novembre scorso dalla palazzina Enel, sempre in via Rubattino, il numero dei bambini rom nelle elementari della zona è drasticamente diminuito: dai 20 di ottobre si è scesi ai 9 di dicembre. A maggio, quando molti sono tornati in Rubattino nei capannoni, fra i banchi di scuola c'erano di nuovo una ventina di bambini rom".

Scritto da Dario Paladini per l'agenzia Redattore sociale

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