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"Non uccidete i parchi nazionali"
Il governo ha dimezzato il contributo statale: da 50 a 25 milioni di euro. Sottoscrivete l'appello per salvare i Parchi.

In ogni nazione i parchi nazionali sono il simbolo delle politiche di conservazione e di sviluppo sostenibile, rappresentano i più importanti serbatoi di biodiversità. Pensiamo all'orso d'Abruzzo, simbolo dell'omonimo parco, allo stambecco e all'aquila che popolano il Gran Paradiso, ai bellissimi uccelli migratori del parco dell'arcipelago toscano.
Da circa un secolo donne e uomini in tutta Italia si adoperano per istituire, vitalizzare, sostenere i parchi nazionali: oggi sono 23 le aree naturali protette che gestiscono e tutelano il 5% del territorio nazionale. Attorno al quale si è sviluppato  un movimento di operatori, di studiosi, di gestori, di associazioni che per professionalità e spirito collaborativo rappresentano una grande ricchezza per tutto il paese.

Malgrado gli scarsissimi finanziamenti - che negli ultimi anni si sono progressivamente ridotti proprio mentre è cresciuto il numero dei parchi nazionali - questi risultati si sono potuti ottenere grazie alla passione, all'abnegazione, alla capacità innovativa di operatori e volontari. "Ma l'attuale manovra finanziaria del Governo dimezza d'un solo colpo il contributo statale all'insieme dei parchi nazionali portandolo da 50 milioni di euro a 25 milioni di euro", sottolinea il professor Carlo Alberto Graziani, docente presso la facoltà di giurisprudenza dell'università di Siena, che ha lanciato l'appello "Non uccidete i parchi nazionali".

Con un finanziamento ordinario ridotto ad appena un milione di euro a testa, i parchi nazionali non potranno far fronte alle spese obbligatorie, "neanche a quelle per il personale -denuncia ancora Graziani - e sarà loro precluso l'accesso alle risorse aggiuntive e in particolare ai fondi comunitari".

"Noi, che da anni siamo impegnati sul fronte dei parchi, che operiamo quotidianamente nella gestione di essi, che amiamo i parchi e ne siamo fruitori - conclude il professor Graziani nel suo appello - denunciamo la drammatica situazione in cui i parchi nazionali italiani vengono ridotti a causa di scelte sciagurate, ci impegniamo a rappresentare questa situazione in tutte le sedi opportune, nazionali e internazionali, esigiamo che i parchi nazionali in Italia continuino a vivere, a rafforzarsi, a svolgere la propria insostituibile e splendida missione". Per chi volesse, è possibile aderire all'appello lanciato dal professor Alberto Graziani (Terre di mezzo lo ha già fatto) mandando una mail a: graziani@unimc.it

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