MILANO - "Il benessere sociale e quello psichico non possono essere affrontati separatamente". Secondo Marco Fontana, del dipartimento salute mentale dell'ospedale Niguarda, è questa la filosofia alla base dele "reti sociali naturali", un progetto che mira a migliorare le condizioni di vita dei disabili psichici tramite il rafforzamento della loro rete di protezione sociale, attivato da ormai dieci anni dall'associazione Contatto dell'ospedale Niguarda. Domani alla Triennale di Milano, dalle ore 8.45, si terrà una conferenza per fare il punto del progetto e per discutere della necessità di integrare studi psichiatrici e sociali.
In quasi dieci di attività il progetto ha coinvolto circa 100 pazienti: "I soggetti disagiati ci vengono segnalati dai servizi psichiatrici territoriali -spiega Fontana- e sono sempre caratterizzati dal fatto di percepire un basso livello di qualità della vita e un alto grado di marginalità. Inizialmente seguiamo il paziente per qualche giorno, in modo da conoscerne le difficoltà quotidiane e la qualità delle relazioni sociali, poi chiediamo al paziente quali siano le necessità che avverte maggiormente e di identificare una persona, esclusi i parenti, dalla quale vorrebbe essere aiutata. Se la persona indicata è disponibile ci si accorda con lei perché passi un determinato numero di ore con il paziente per aiutarlo e per parlare insieme a lui, diventando così un facilitatore naturale".
Il progetto che parte dal presupposto che le scienze della mente (psicologia e psichiatria) e le scienze sociali (antropologia e sociologia) debbano attuare sinergie interdisciplinari per migliorare la vita alle persone con disagi psichici. "Secondo noi il benessere psichico e la protezione sociale sono problematiche che vanno trattate insieme -continua Fontana-: specie nell'era della globalizzazione, la mancanza di una rete di relazioni sociali soddisfacenti è un problema molto diffuso e alimenta il disagio delle persone più deboli: il nostro progetto ha quindi l'obiettivo di migliorare la rete di protezione sociale del paziente per aumentarne anche il benessere psichico".
Testo: Andrea Legni per Redattore Sociali










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