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I Gas, palestra di democrazia
Secondo Retegas, i 650 gruppi d'acquisto italiani spendono ogni anno 40,5 milioni per beni alimentari, ma anche per telefonia, tessile, energia

"I Gas sono una palestra di democrazia: si discute e ognuno si assume responsabilità verso gli altri. Questo non succede più nel mondo delll'associazionismo, che ha perso la capacità di creare forme di partecipazione". Parola di Francesca Forno, sociologa e ricercatrice all'università di Bergamo, aprirà il decimo convegno nazionale dei Gas (Gruppi di acquisto solidale), a cui parteciperanno per la prima volta i Des (Distretti di economia solidale), in calendario sabato 5 e domenica 6 giugno a Osnago (Lc).

I Gas (le associazioni di consumatori che fanno spesa dai piccoli produttori locali, il cui primo gruppo nacque nel 1994 a Fidenza) sono ormai una realtà consolidata di 650 gruppi distribuiti su tutto il territorio nazionale (prevalentemente al Nord), considerando solo quelli registrati a Retegas, la Rete nazionale di collegamento dei Gas che stima in un migliaio il numero effettivo dei "circoli".

I Des (reti di collegamento tra le diverse realtà sul territorio che praticano un'economia di consumo responsabile) sono invece 24, e finora non si spingono a sud di Napoli. Una realtà dal peso economico crescente: "Secondo le nostre stime, ogni anno all'interno di un Gas una famiglia spende 2500 euro -dice Giancarlo Marini, uno degli organizzatori del convegno- e in media in un Gas ci sono 25 famiglie". Se consideriamo i soli gruppi registrati, il "fatturato" dei Gas arriva dunque a 40,5 milioni di euro. L'85% della spesa riguarda il settore alimentare, il resto si divide in telefonia, tessile, scarpe ed energia.

"Oggi sono i Gas a creare socializzazione ed opinione -riprende la sociologa Francesca Forno-. Nei gruppi c'è un'alternanza delle cariche, una leadership diffusa, ed ogni associato deve essere responsabile di un prodotto: se sei referente del miele, ad esempio, devi gestire gli ordini e la consegna per conto degli altri". Un ruolo di "palestra democratica" fatta di discussioni, diversità di opinioni, partecipazione", che le associazioni sembrano aver perso "in tutto l'Occidente", secondo Francesca Forno, autrice di una ricerca sull'associazionismo in Lombardia che presenterà proprio sabato a Osnago. "Oggi le associazioni usano i finanziamenti per pagare i professionisti di cui hanno bisogno per partecipare ai bandi pubblici", dice la ricercatrice. In questo modo, secondo la sociologa, le associazioni si sono riempite di esperti, che dedicano il loro tempo alla gestione dei rapporti con gli enti finanziatori per reperire altro denaro.

Il convegno del 5 e 6 giugno mira a stringere i rapporti tra Gas e Des, per attivare sul territorio reti di collegamento sempre più ampie che si impegnino nella diffusione del consumo sostenibile e nei workshop tematici si analizzeranno buone pratiche di economia solidale  e si discuteranno prossime iniziative comuni da intraprendere insieme (info e programma: www.convegnogasdes2010.org). Per saperne di più sui Gas: "A tutto Gas - Come aprire un Gruppo di acquisto solidale e vivere meglio", di Sara Ragusa, ed. Terre di Mezzo 2010. http://libri.terre.it/. Info:www.retegas.orgwww.retecosol.org

Scritto da Daniele ferro, per l'agenzia Redattore sociale 

 

 

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