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Dispersi i quattro italiani
Non si hanno notizie dei nostri connazionali a bordo della "Freedom Flottilla" e rimasti coinvolti nel blitz delle forze israeliane che ha provocato la morte di 19 persone.

Ancora nessuna notizia dei quattro italiani a bordo della Freedom Flotilla. I familiari di Angela Lano, direttrice del portale sul Medio Oriente Infopal.it, hanno diffuso un comunicato in cui si afferma che "malgrado le varie agenzie stampa italiane ripetano che gli italiani sequestrati dalle autorità israeliane 'stanno bene', la Farnesina e l'Ambasciata d'Italia in Israele non sono in possesso di informazioni al riguardo". Il testo continua affermando che "i cittadini italiani a bordo della Freedom Flottilla sono pertanto 'spariti' a tutti gli effetti".

La stampa israeliana ha in queste ore fatto sapere che decine di attivisti presenti sulle navi siano stati arrestati all'arrivo al porto di Ashdod. Nel porto, inoltre, altri attivisti israeliani e internazionali che si erano dati appuntamento per una manifestazione contro l'attacco alle navi si sono visti negare l'accesso dalle autorità. Il comunicato si conclude affermando che "Israele si rifiuta inoltre di fornire la nazionalità dei sequestrati, pertanto le stesse ambasciate in Israele non possono comunicare alcuna informazione precisa al loro riguardo".

Secondo la Rete romana di sostegno alla popolazione palestinese, che sta monitorando da giorni la missione della Freedom Flotilla, nessuno deglio italiani risulterebbe nell'elenco di vittime e feriti. "In questo momento - dice Alessandra, portavoce della Rete -  è impossibile parlare con coloro che si trovavano a bordo delle navi. Non sappiamo niente di loro, salvo che sono stati letteralmente sequestrati e condotti nel porto israeliano di Ashdod, per essere interrogati. Si tratta di una sorta di carcere preventivo. E Israele ha annunciato anche che avvierà dei procedimenti giudiziari contro gli attivisti, che sarebbero accusati di ‘avere aggredito' i suoi soldati".  

Dopo il blitz delle forze israeliane contro le navi della "Freedom Flottilla" (che ha provocato la morte di 19 pacifisti), decine di organizzazioni non governative palestinesi e internazionali hanno diffuso in queste ore un appello “per una risposta globale alle uccisioni sulla Freedom Flotilla”. Nel testo, le associazioni promotrici ricordano “il coraggio di coloro che hanno organizzato questa missione d'aiuti chiedendo un passaggio sicuro per le 750 persone da 40 paesi diversi”. Nel comunicato si legge come “navigando verso Gaza, fuori da acque israeliane, con un carico di diecimila tonnellate di rifornimenti di cibo, giocattoli, quaderni e medicine, la flotta si muove secondo il diritto internazionale e secondo l'articolo 33 della convenzione di Ginevra che afferma chiaramente che la punizione collettiva è un crimine contro l'umanità”. 
 
L'appello, sottoscritto tra gli altri dall'International Solidarity Movement (tra le più note ong in Israele e Palestina), dal Fronte democratico per lo stato unico, dal comitato popolare contro il Muro e le colonie e dall'Alternative Information Center, ricorda i pronunciamenti delle Nazioni Unite contro l'assedio sulla Striscia e chiede “l'interruzione dei legami diplomatici con Israele, la messa sotto processo per crimini di guerra e la protezione internazionale per i civili di Gaza”. Nel testo, che sta circolando in numerosi siti in lingua italiana, si fa inoltre riferimento al “crescente boicottaggio, ritiro degli investimenti e sanzioni in tutto il mondo” nei confronti d'Israele per interrompere l'occupazione. 

 

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