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Quando si spengono i riflettori
Sabato 22 maggio Insieme nelle Terre di mezzo e la fondazione culturale San Fedele offrono a tutti i milanesi (e non) l’opportunità di conoscere uno dei quartieri più multietnici di Milano. Appuntamento alle 16 al Parco Trotter.

Quando i riflettori della cronaca si spengono, via Padova mostra un altro volto. Per scoprirlo, o almeno averne un assaggio, non basta una passeggiata "frettolosa": occorre avere pazienza, fermarsi e provare ad ascoltare le realtà, italiane e straniere, che abitano questo quartiere, tra i più multietnici di Milano. Un'opportunità che l'associazione "Insieme nelle Terre di mezzo onlus" e la Fondazione culturale San Fedele offrono a tutti i milanesi (e non) sabato 22 maggio. Un altro dei tanti appuntamenti che costellano il week-end di festa ed eventi "Via Padova è meglio di Milano".
"Avevamo programmato questa visita già da tempo, quando ancora non si parlava di via Padova come luogo di insicurezza e paura - spiega Ilaria Tavasci di Insieme nelle Terre di mezzo - Era una della tappe del tour 'Milano razza di città', le visite guidate che ci portano a conoscere la città delle comunità straniere che lavorano, pregano e vivono qui". Dopo i luoghi della fede e dell'accoglienza, la visita del quartiere cinese intorno a via Paolo Sarpi e degli imprenditori stranieri della zona Buenos Aires, è la volta di via Padova. "Lo abbiamo ribattezzato il fiore di Milano - dice Ilaria Tavasci -, perché è come un fiore, con i suoi colori e le sue spine". 
 
L'appuntamento, per i turisti urbani, è alle ore 16.00 al Parco Trotter, la prima tappa di questa visita della città multietnica, per conoscere l'associazione "Città del Sole - Amici del Parco Trotter", che dal 1994 promuove integrazione e valorizza il territorio. Ma non può mancare anche l'incontro con i musicisti dell'orchestra "meticcia" di via Padova che domenica si esibirà alle ore 19 all'interno del parco e una visita alla Parrocchia di San Giovanni Crisostomo che ospita nei suoi locali, tra gli altri, la Casa della cultura islamica e l'associazione dei Boliviani in Italia. "Facciamo incontrare le persone grazie alla danza -racconta Boris Rosale, il presidente, arrivato qui 7 anni fa-: in questo modo mostriamo la nostra cultura e le nostra usanze non solo agli italiani, ma anche ai nostri figli che sono nati e cresciuti a Milano". Una realtà che raccoglie 250 persone a Milano e che ormai li porta a esibirsi in diverse manifestazioni. "Con i nostri spettacoli siamo stati a Torino e Bergamo, ma ci trovate anche al Festival Latino Americano: una piccola dimostrazione delle cose belle che possiamo fare insieme". La partecipazione alla visita è gratuita, ma con prenotazione obbligatoria fino a esaurimento dei posti. Informazioni e iscrizioni: volontarimilano@terre.it oppure 02.58118328 

Scritto da Elena Parasiliti per l'agenzia Redattore sociale

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