Non verrà espulso il giovane senegalese fermato il 16 aprile scorso a Trieste e rinchiuso nel Cie di Gradisca d'Isonzo. Bas, questo il suo nome, aveva presentato domanda di regolarizzazione ma questa era stata rigettata dalla Questura: il ragazzo infatti era stato condannato per non aver ottemperato all'ordine di espulsione del questore. Ieri sera l'udienza, davanti al Giudice di pace, che ha disposto la liberazione di Bas grazie a un ricorso urgente presentato dall'avvocato. Motivo: violazione del diritto di difesa.
"Il documento con cui si stabiliva il rigetto della domanda di regolarizzazione di Ahmed aveva la data del 30 marzo. Ma a me è stato notificato solo il 16 aprile, dopo che era stato fermato e portato in Questura. L'obiettivo di questa prassi: contestare il rigetto parallelamente all'espulsione, in modo tale da non dare il tempo per presentare il ricorso", aveva raccontato ieri Sandi Volk, datore di lavoro di Bas, all'agenzia Redattore sociale.
Ma Sandi Volk il ricorso lo ha presentato lo stesso, il giorno dopo il fermo di Bas. "Sapevo che aveva avuto una doppia espulsione. Ma in base alle indicazioni che erano state date ho agito nella certezza di avere la regolarizzazione: inizialmente quel reato non era ostativo", aggiunge.
Una vicenda che si inserisce in un contesto più ampio. "Mi stupisce la poca visibilità che sta avendo l'intera vicenda. Eppure i numeri delle persone che potrebbero essere coinvolte sono importanti". Gianfranco Schiavone, membro del direttivo nazionale Asgi (Associazione per gli studi giuridici sull'immigrazione) sta seguendo da vicino la "sanatoria-truffa" di Trieste e prova a fare un bilancio di quante domande potrebbero essere rigettate a seguito della circolare Manganelli dello scorso 17 marzo.
Sono state presentate poco meno di 300mila domande di emersione (294.744 al 30 settembre 2009) e anche ipotizzando che solo il 5% delle domande vengano respinte per la violazione dell'articolo 14/5 ter della Bossi-Fini, "si parla di almeno 15mila rigetti in tutta Italia. Migliaia di persone, un numero estremamente elevato". In base ai dati forniti dal ministero dell'Interno, è Milano la città in cui è stato presentato il numero più elevato di domande di emersione (43.393, pari al 14,72% del totale), seguita da Roma (32mila, il 10,87%), Napoli (24.331, l'8%), Brescia (11mila domande), Bergamo (8.836 domande). Verosimilmente, in queste città si concentrerà il numero più elevato di rigetti.
La causa di questo meccanismo è da ricercare nella controversa interpretazione delle procedure di regolarizzazione previste dalla sanatoria dello scorso settembre. La sanatoria per colf e badanti (legge 102/2009) impedisce infatti la regolarizzazione a quegli stranieri che abbiano ricevuto una condanna per i reati previsti dagli articoli 380 e 381 del codice di procedura penale.
Alla luce di queste disposizioni, alcune questure hanno rifiutato la regolarizzazione a stranieri che avevano ricevuto più di un decreto di espulsione (violazione dell'articolo 14, comma 5 ter della Bossi-Fini, ndr). Un'interpretazione che ha suscitato diverse polemiche, dal momento che lo stesso ministero aveva già risposto a una richiesta sull'interpretazione dell'articolo 14 (il 23 settembre 2009) dicendo che una condanna in base all'articolo 14/5 ter non era ostativa per l'emersione. "Auspico che quanto prima la giurisdizione amministrativa chiarisca che l'interpretazione della legge contenuta nella circolare del 17 marzo è totalmente errata -conclude Gianfranco Schiavone- evitando che migliaia di lavoratori che hanno scelto la via della legalità, aderendo alla regolarizzazione, siano gettati nuovamente nella clandestinità".










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