C'è chi denuncia il razzismo e chi chiede agli italiani di andare a raccoglie i pomodori al posto degli stranieri. C'è chi racconta la situazione disperata in cui vive, senza casa e senza lavoro, e chi accusa il sindaco Alemanno di non avere fatto nulla per rispondere la richiesta di cittadini immigrati. C'è chi chiede la libertà e chi denuncia che il prezzo della crisi lo stanno pagando in primo luogo i lavoratori migranti. Sono tante le storie, le esperienze, le testimonianze che è possibile incrociare nella giornate del Primo marzo, alla manifestazione in corso a Roma in piazza dell'Esquilino.
"Gli stranieri sono a casa o stanno lavorando perché hanno paura di far sentire la loro voce. - denuncia al microfono Kim Bikila, togolese, da 12 anni agente cinematografico che cura gli interessi di circa 220 attori stranieri - Denunciamo il razzismo artistico. Un artista straniero può fare solo ruoli secondari". Mawlana Masudurrahman, vice segretario dell'associazione Bangladesh oggi non ha aperto il negozio di call center all'Esquilino. "Oggi ho chiuso il mio negozio per essere qui. Noi stranieri vogliamo il permesso di soggiorno, senza condizioni, per tutti quelli che hanno un lavoro". "Noi migranti vogliamo far capire all'opinione pubblica che la nostra presenza non può essere legata alle misure di sicurezza. - denuncia Riadh Zaghdane delle rappresentanze di base confederazione Cobas Sdl - Chiediamo ai migranti di alzare la testa".
A Brescia invece è protesta vera. Scioperi in oltre 40 aziende, di cui la metà metalmeccaniche, in decine di cooperative di servizi e in molti istituti professionali frequentati da studenti migranti e di seconda generazione. “In 15 fabbriche era tutto fermo. I lavoratori migranti hanno aderito allo sciopero e non si è potuto lavorare -dice Ibrahim Diallo, del coordinamento migranti Cgil di Brescia–. Ma anche in molte altre fabbriche tanti operai stranieri non hanno lavorato ed erano in piazza con noi”. Più di 5mila persone, per la maggior parte cittadini immigrati, hanno riempito questa mattina Piazza della Loggia.
"Non siamo criminali, non siamo clandestini, ecco a voi i nuovi cittadini": è uno degli slogan ripetuti dai 2mila manifestanti che hanno sfilato questa mattina nel centro di Milano. Nel corteo, in particolare, ci sono molti studenti e le rappresentanze sindacali della Alston e della Kone, con i loro lavoratori stranieri. La Fiom Cgil di Milano e provincia ha garantito la copertura sindacale e i dipendenti di queste due aziende hanno pertanto deciso di fare una giornata di sciopero. In piazza c'è anche una delegazione degli infermieri stranieri dell'Ospedale San Raffaele.
Anche Napoli si mobilita per il primo marzo. Oltre 5 mila persone hanno sfilato stamattina nel corteo partito da piazza Garibaldi e conclusosi a piazza del Plebiscito per la manifestazione “Nessun essere umano è illegale!”, aperta dallo spezzone dei migranti con simboli gialli contro la discriminazione. Gli immigrati sono arrivati numerosi da ogni parte della Campania, alcuni sono giunti in pullman da Caserta e Salerno, tra loro anche gli sgombrati di S. Nicola a Varco. I manifestanti, in attesa di incontrare il prefetto di Napoli, hanno occupato la piazza e sono pronti a rimanervi fino a notte fonda se non avranno risposte. I primi gruppi di italiani e migranti sono partiti stamattina dalla stazione di Napoli e si sono riuniti agli studenti provenienti da piazza del Gesù e al corteo di disoccupati giunto da piazza Mancini.










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