Come annunciato ieri, questa mattina è stato sgomberato il campo rom di Segrate dove, secondo il Naga (associazione di medicina di strada) vivevano oltre 130 persone, coinvolte in numerosi sgomberi precedenti (via Rubattino, cavalcavia Bacula, Bovisasca, di nuovo via Rubattino). “Anche in questo caso, erano in atto processi positivi d’integrazione e i bambini residenti nel campo frequentavano le scuole locali. Le maestre, stamani, erano in prima fila per dare sostegno alle persone sgomberate e per cercare di portare i bambini a scuola”, dicono dal Naga. Le stesse maestre che ieri hanno inviato una lettera aperta ai loro bambini, anche attraverso Redattore sociale, per manifestare la loro vicinanza.
“Abbiamo fatto molta fatica a entrare - dice una di loro, Flaviana Robbiati, dell'istituto scolastico di via Pini -: poi col contagocce qualcuno è entrato e, come maestra, anch'io. È stato uno sgombero tranquillo, i Carabinieri sono stati gentili. I giornalisti però, sono rimasti fuori”. La buona notizia è che la decina di bambini che frequentano la scuola dormiranno a casa delle loro maestre o di genitori di compagni di scuola che si sono resi disponibili ad accoglierli. “È stato difficile convincere qualcuno a venire a scuola: avevano paura, all'uscita, di non trovare più la mamma”. Qualche mamma con bambino ha accettato l'ospitalità in comunità alloggio, altre famiglie però non hanno voluto dividersi: “E stanotte qualche mamma con bambino molto piccolo potrebbe dormire in strada”.
Scritto da Andrea Rottini per l'agenzia Redattore sociale
Per saperne di più leggi la lettera delle maestre della scuola di via Pini.











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