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Cronache milanesi
Lo scrittore Giorgio Fontana, autore di "Babele 56", racconta sul suo blog la rivolta di via Padova.

 

Giorgio Fontana, autore di "Babele 56", raccolta di racconti, racconta gli incidenti di sabato sera sul suo blog.

Ore 19.40 circa. Esco a Loreto dopo un paio di birre in centro con i miei amici. Ricevo una telefonata che mi avvisa che hanno ammazzato un ragazzo in via Padova, verso le sei, nei dintorni del civico 80. Come metto piede nella strada la tensione è palese. Mi avvicino all'altezza di via d'Aviano. All'orizzonte ci sono delle luci blu, davanti al nostro rivenditore di birre di fiducia si è assiepata della gente. Svolto a destra. Il bar di cinesi dove ogni tanto faccio colazione sta tirando giù le serrande.
Salgo in casa. Mi tolgo il cappotto. Apro la finestra di camera mia: per strada dei ragazzi magrebini stanno picchiando un tizio con dei bastoni, in mezzo al traffico. Lo prendono, lo sbattono contro un'auto ferma in coda, cercano di abbrancarlo, lui fugge. Loro lo rincorrono, poi rallentano e si mettono a colpire contro le auto parcheggiate.
Mi rimetto il cappotto e scendo per strada. Riesco in via d'Aviano, torno su via Padova. Scopro che davanti al rivenditore c'è un'auto ribaltata, esattamente in mezzo alla strada. La gente lungo i marciapiedi è ferma in gruppi o scappa o fissa la scena. Proseguo. Il nostro kebab di riferimento ha la serranda semichiusa, il padrone scuote la testa. Altri dieci metri: una camionetta della polizia. I poliziotti in un bar di arabi, assiepati. Non sembra succedere nulla, tutto è fermo, come se i nervi della strada fossero sul punto di rompersi ma non si rompessero mai. Fermo un signore per strada, un magrebino sui cinquanta. Gli chiedo cos'è successo. Mi risponde: "Un sudamericano ha ammazzato un egiziano, o un algeirno, poco prima del ponte. E adesso è guerra."
Proseguo ancora un po', fino al civico 55. Un'altra camionetta della polizia. Gente che va e viene. Un signore dai tratti peruviani prende una bimba in braccio e corre giù per una traversa. Un motorino ribaltato. Bidoni della spazzatura e pali stradali divelti. Torno indietro.
Quando arrivo davanti a casa, do un'occhiata all'auto dei miei. L'ho presa settimana scorsa per qualche giorno, mi serviva, e ieri l'ho parcheggiata di fronte a casa. Lo specchietto destro è distrutto e penzola tristemente lungo la portiera.
Rientro a casa e mi preparo della zuppa. Nel frattempo apro Corriere.it e leggo questo, in prima pagina.

Intanto altra gente scende per strada.

 

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