Nelle prime 48 ore successive al disastro che ha sconvolto Haiti, le ong di Agire hanno raccolto 2,6 milioni di euro e stanno effettuando i primi fondamentali interventi di assistenza sanitaria, di distribuzione di cibo, acqua potabile e cure mediche. “N non possiamo fermarci: è necessario fare tutto quello che serve per salvare il più alto numero possibile di vite umane e alleviare le sofferenze dei superstiti”, ha detto Marco Bertotto, direttore di Agire – Agenzia Italiana per la Risposta alle Emergenze. Ma è indispensabile fare presto. Migliaia di cadaveri a cielo aperto rischiano di diventare veicolo di epidemie.
Gli ultimi rapporti dal campo informano che è in arrivo la portaerei messa a disposizione dal governo americano, che consentirà un netto miglioramento nella capacità di raggiungere le vittime. Intanto comunque il lavoro delle Ong di AGIRE prosegue per trasformare la straordinaria generosità dei cittadini italiani, che sino ad ora hanno donato oltre 2,4 milioni di euro, in atti concreti per la popolazione colpita da un disastro di proporzioni inimmaginabili. "La solidarietà degli italiani è stata ancora una volta enorme. Ma per affrontare le conseguenze di un disastro di dimensioni così vaste servono investimenti straordinari. L’aiuto di tutti è indispensabile", conclude Marco Bertotto.
Anche la fondazione "Francesca Rava" lancia un appello urgente per garantire il funzionamento dell'ospedale pediatrico "Nuestros pequenos hermanos". Danneggiato dal terremoto, è stato evacuato in attesa di sicurezza sull’agibilità, i 150 bambini degenti al momento del sisma sono al momento alloggiati nel giardino dell’ospedale, il pronto soccorso è operativo come pure le due sale operatorie. Importante centro di riferimento per la popolazione, stanno arrivando in continuazione centinaia di persone gravemente ferite e ustionate in cerca di aiuti. A sostegno di Padre Rick Frechette, sacerdote e medico in prima linea, direttore di N.P.H. Haiti, e dello staff di medici e infermieri dell’ospedale, tutti haitiani, stanno arrivando via Santo Domingo sette medici volontari della Fondazione Francesca Rava – N.P.H. Italia Onlus.
“Ragazzi ciao, oggi vi mando poche righe via chat, stasera le nuvole impediscono anche questi pochi collegamenti - scrive Fiammetta Cappellini, cooperante di Avsi, nel suo diario on line pubblicato sul sito dell'associazione-. La giornata l’abbiamo trascorsa prima a rintracciare il nostro personale nelle due bidonvilles Cité Soleil e Martissant, di alcuni non conosciamo ancora la sorte, mentre altri sono felicemente ricomparsi sani e salvi. Purtroppo abbiamo avuto la prima certezza di una perdita tra le nostre file, Junior, un giovane mediatore comunitario. Era molto capace, sempre allegro".
I corpi giacciono ovunque, racconta Fiammetta, a Cité Soleil è stato allestito un primo tendone di accoglienza per gli innumerevoli senzatetto, a partire dai bambini. "Cominciamo ad avere riferimenti nelle Nazioni Unite -scrive ancora Fiammetta- abbiamo saputo la sorte di alcuni amici e colleghi. Alcuni destini tragici. Una giornata tremendamente intensa, anche se complessivamente oggi la situazione pare essere stata meno caotica, forse perché abbiamo ritrovato alcuni punti di riferimento: la Minustah è operativa. Non abbiamo visto episodi di sciacallaggio, ci pare che le persone siano shockate, sgomente, ma attente agli altri. Vedremo nelle prossime ore".










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