Nel 2008 il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar) ha accolto 8.412 persone, il 34% in più rispetto al 2007 quando i beneficiari accolti sono stati 6.284. Il risultato è stato ottenuto grazie a una rete di 4.388 posti di accoglienza, distribuiti in 114 progetti diffusi su tutto il territorio nazionale, con il coinvolgimento di 101 enti locali ed oltre 100 realtà del terzo settore. Sono i dati che emergono dal Rapporto annuale del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati 2008/2009’, che Anci/Servizio centrale, insieme al Ministero dell'Interno, ha presentato oggi.
Nell’anno 2009 si conferma il trend di crescita della rete Sprar. I progetti territoriali finanziati dal Fnpsa (Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo) per il biennio 2009/2010 sono cresciuti del 20%, passando da 114 a 138, di cui 31 a favore delle categorie vulnerabili. Anche la rete territoriale è cresciuta e coinvolge 123 enti locali distribuiti in 69 province e 19 regioni. I beneficiari, al 30 giugno 2009, sono 5.129, pari al 61% del totale 2008. La distribuzione tra i due generi non si discosta da quella rilevata nel 2008: gli uomini rappresentano il 75% circa del totale. Anche rispetto alle prime 4 nazionalità non si rilevano scostamenti. Tra gli uomini la prima nazionalità è quella afghana, in lieve crescita rispetto al 2008, mentre tra le donne continua la prevalenza di donne africane, principalmente dal Corno d’Africa.
Dei beneficiari nel 2008 (8.412) 3.587 sono richiedenti protezione internazionale (richiedenti asilo); 2.781 titolari di protezione umanitaria; 1.109 rifugiati; 935 titolari di protezione sussidiaria. In totale sono 2.112 persone di sesso femminile e 6.300 persone di sesso maschile. Oltre un terzo (34,15%) dei beneficiari ha un’età compresa tra i 18-25 anni, poco meno della metà (46,55%) tra i 26-40 anni e solo il 6,33% oltre 40 anni.
Seppure il trend di crescita dello Sprar sia stato molto rilevante, se confrontato con il trend delle domande di protezione internazionale presentate (vedi lancio successivo), emerge come nel 2008 si sia comunque ampliata la distanza tra la domanda di accoglienza complessiva e la disponibilità, in termini di capienza, della rete dello Sprar. A fronte di una crescita, rispetto al 2007, delle persone accolte nel Sistema del 34%, l’incremento delle domande di protezione in Italia è stata del 121%. Si è trattato di un dato dalle dimensioni eccezionali, considerato che delle domande di asilo presentate nell’Unione europea, oltre il 10% sono state inoltrate nel nostro paese. Nonostante i posti straordinari attivati proprio per fare fronte all’emergenza estiva molte domande di accoglienza non hanno potuto trovare risposta nella rete Sprar. Tra i beneficiari dello Sprar, è maggioritaria la presenza di soggetti che sono in attesa di conoscere l’esito della loro domanda di protezione internazionale (43% dei beneficiari). Mediamente, il soggetto richiedente protezione internazionale è stato inserito in un progetto della rete 35 giorni circa dopo il suo ingresso in Italia (erano 40 giorni circa nel 2007).
I minori stranieri non accompagnati. Il numero di minori stranieri non accompagnati richiedenti asilo che ha trovato assistenza presso i progetti della rete è in continuo aumento. Affidati ai servizi sociali del comune nel territorio in cui si trovano, questi minori sono ospitati in strutture di pronta accoglienza fino all’inserimento in uno dei progetti dello Sprar. Dei 409 minori accolti nel 2008, l’89% è di sesso maschile. La nazionalità più rappresentata è l’Afghanistan (40%), seguita a grande distanza da Somalia (19%), Nigeria (10%) – in forte crescita rispetto al 2007 - ed Eritrea (8%). La quasi totalità dei minori stranieri non accompagnati richiedenti asilo è stata accolta nei progetti Sprar in prossimità del compimento della maggiore età: il 97% ha 17 anni, il 2% ha 16 anni e il restante 1% 15 anni.
copyright: agenzia Redattore sociale










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