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Un'asta per i rifugiati
Ventiquattro opere tra sculture, dipinti e stampe fotografiche saranno battute all'asta da Sotheby’s per finanziare un progetto dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati. Appuntamento il 25 novembre a Milano.

Dipinti, installazioni video e sculture, stampe fotografiche. Ventiquattro opere d'arte contemporanea andranno all'asta per sostenere il progetto dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati "Water for refugee". L'obiettivo è quello di realizzare nuovi pozzi a favore di oltre 125mila rifugiati della Repubblica Democratica del Congo e del Burundi che vivono in tre campi profughi gestiti dall'Unhcr in Tanzania. Verrà inoltre attivato un programma di protezione destinato a donne e bambini rifugiati contro le violenze alle quali sono spesso soggetti, dovendo percorrere lunghe distanze per raggiungere i rari punti di distribuzione di acqua "sicura" attualmente a disposizione nei campi.

Si svolgerà mercoledì  25 dicembre a Milano, presso la sede di Sotheby’s (via Broggi, 19) l'ottava edizione di "Arte contemporanea per i rifugiati". A partire dalle ore 20.30 saranno battute all'asta opere di Alfredo Jaar, Nedko Solakov, Tomas Saraceno, Grazia Toderi, Adrian Paci, Liliana Moro, Francesco Jodice, Claudio Gobbi, Flavio Favelli e tanti altri che hanno donato i propri lavori all'Unhcr. "L’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati -si legge nel comunicato che annuncia la mostra- ringrazia tutti gli artisti per la generosità, Open Care per la disponibilità e professionalità e Sotheby's per la cortese e preziosa collaborazione".

Le edizioni precedenti di “Arte Contemporanea per i rifugiati" hanno consentito, in totale, la raccolta di oltre un milione di euro con cui sono stati finanziati progetti di grande importanza come, ad esempio, la fornitura di latte terapeutico per 400mila bambini ospitati nei campi UNHCR in Guinea, Repubblica Democratica del Congo, Tanzania e Zambia, la realizzazione di pozzi d’acqua per 80mila rifugiati e di 8 scuole elementari per oltre 20mila bambini ugandesi e sudanesi.

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