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Fermare i "clandestini"
Yayi Bayam Diuf è la presidentessa di un'associazione senegalese che si batte per fermare l'emigrazione irregolare (e pericolosa) dei giovani. Appuntamento giovedì 19 novembre all'Arci Metromondo

Nel mese di settembre 2005 una famiglia di pescatori di Thiaroye-sur-mer (Senegal) parte per pescare in alto mare per 15 giorni. Le donne rimaste a casa senza notizie per più di tre mesi li credono morti. A dicembre vengono raggiunte da una telefonata in cui raccontano che una forte tempesta li ha portati alle Isole Canarie. A partire da quel giorno la psicosi cattura il villaggio: tutti i giovani disoccupati prendono la piroga per provare a percorrere la stessa rotta e arrivare in Europa.

Nel maggio 2006, 81 giovani di Thiaroye-sur-mer muoiono annegati durante una di queste traversate. Comincia così il lavoro di sensibilizzazione delle donne di Thiaroye contro l'emigrazione clandestina. Giovedì 19 novembre, l'associazione Fratelli dell'uomo organizza un incontro con Yayi Bayam Diouf, presidentessa del Collectif des femmes contr l'émigration clandestine (Coflec) di Thiaroye-sur-mer.

L'incontro "L'emigrazione clandestina vista dal Senegal" si svolgerà giovedì 19 novembre (ore 18.30) presso il circolo Arci Metromondo (via Ettore Ponti 40, Milano).

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