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Prima tappa, Trieste
Siamo a metà percorso e la Marcia mondiale per la pace arriva in Italia. I marciatori arriveranno a Milano, Firenze, Torino, Napoli e Roma dove incontreranno il Papa.

Arriverà a Trieste sabato 7 novembre, prima tappa italiana della Marcia mondiale per la pace e la nonviolenza. Un percorso lungo 160mila chilometri, che si snoda su cinque continenti e novanta Paesi, per chiedere la fine di tutte le guerre, lo smantellamento delle armi nucleari e la fine di ogni tipo di violenza.
Partito da Wellington, in Nuova Zelanda, il 2 ottobre (giornata internazionale della nonviolenza) il team formato da trenta marciatori e raggiunto nei diversi tratti da un totale di circa un milione di altre persone, presto arriverà a metà del cammino. Sabato a Trieste giungerà l’affluente che, partito da Istanbul il 28 ottobre, sta in questi giorni attraversando i Balcani. Dopo aver toccato Trieste, Gradisca, Aviano e Vicenza, il team si ricongiungerà il 9 novembre a Ginevra con quelli provenienti da Nuova Zelanda ed Europa.

Questi tre gruppi rientreranno in Italia il 10 novembre facendo tappa a Milano, il giorno successivo a Firenze e Attigliano, e infine il 12 a Roma. Torino, Genova, Bologna, e Napoli tra le altre principali città coinvolte nell’iniziativa, dove la catena pacifista sarà ricevuta dalla autorità locali e accolta con manifestazioni, concerti e forum.

Una delegazione partirà l'11 novembre per Berlino dove parteciperà al Summit dei premi Nobel per la Pace, mentre un altro gruppo sarà ricevuto dal Papa in un’udienza pubblica. Portando in dono la bandiera della Marcia, sarà chiesto al Pontefice di sottoscrivere i cinque punti che sintetizzano le finalità dell’iniziativa: il disarmo nucleare a livello mondiale; la riduzione progressiva e proporzionale degli armamenti convenzionali; la firma di trattati di non aggressione tra paesi; il ritiro immediato delle truppe d’invasione dai territori occupati; la rinuncia dei governi a utilizzare le guerre come mezzo di risoluzione dei conflitti.


Un quadro che potrebbe sembrare utopico, vista la situazione di partenza, in cui, usando le parole contenute nel manifesto della Marcia, “la violenza si è insediata nella vita umana di tutto il pianeta”. Tuttavia, secondo Emanuela Fumagalli, coordinatrice italiana della manifestazione, iniziative come questa hanno la forza di far sì che gli esponenti politici ascoltino la voce della gente. «Così come è già successo, per esempio, con lo scudo antimissile nella Repubblica Ceca, al quale Mondo senza Guerre insieme ad altre associazioni aveva detto no. Alla fine Barack Obama ha deciso di abbandonare il progetto», spiega.
Dall’Italia la Marcia si dirigerà poi in Spagna, Africa e Sudamerica, per concludersi il 2 gennaio 2010 a Punta de Vacas, sulle Ande argentine. Proprio dove poco più di un anno fa ebbe inizio l’ambiziosa iniziativa, nata dall’idea di Raphael de la Rubia, coordinatore internazionale della Marcia, di organizzare un evento capace di mettere insieme persone e associazioni di tutto il mondo accomunate dai valori della pace e della non violenza. Un incontro itinerante tra culture e religioni, come testimonia la scelta di alcune tappe particolarmente significative, come i templi di Nuova Delhi, Gerusalemme e la stessa Punta de Vacas. Luogo in cui nel 1969 Silo, ispirato dai grandi insegnamenti di Martin Luther King e di Gandhi, pronunciò il suo primo discorso, dando vita così al Movimento Umanista.

Una proposta di mobilitazione sociale senza precedenti, promossa dal Movimento Umanista e da uno dei suoi organismi, l’associazione Mondo senza guerre. Hanno aderito centinaia di organizzazioni internazionali tra le quali la Croce Rossa, Amnesty International e Medici Senza Frontiere, Capi di Stato, premi Nobel come Dalai Lama, Dario Fo, José Saramago e Desmond Tutu; intellettuali e artisti come Noam Chomsky, Isabel Allende, Pedro Almodóvar. In Italia nomi come Umberto Veronesi, Vladimir Luxuria, Lella Costa, Claudio Baglioni, Claudia Gerini, Margherita Hack, Ottavia Piccolo, Alex Zanotelli. E tanti altri ancora.

Scritto da Daniela Bandelli

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