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Milano, a tavola spaghetti di soia e couscous
Per mangiare etnico si spendono circa 80 milioni di euro all'anno. A tavola l'etnico meneghino parla soprattutto cinese (556 attività), seguono i ristoranti arabi (171) e i latinoamericani (40)

In una città in cui un residente su sette è straniero, anche la cucina si apre alle culture dei nuovi cittadini. Sono più di ottocento infatti le imprese individuali con titolare straniero che operano nel settore ristorazione e bar. E i milanesi apprezzano questa ricca offerta: in media vanno nei ristoranti etnici dieci volte all'anno, con una spesa di circa 80 milioni di euro. Lo rivelano i dati di un'elaborazione della Camera di commercio di Milano sui dati del registro imprese 2009. L'etnico meneghino parla soprattutto cinese, con 556 attività (il 62% del totale), ma si difende anche il contingente arabo che, tra le varie nazionalità, detiene una attività su cinque (21% complessivo pari a 171 ditte individuali) ed i latino americani con un'impresa su venti (circa 40).

Una ristorazione che sul territorio ama soprattutto la parte est della città, tra la zona che dalla stazione Centrale va a Turro e Precotto fino a città Studi e Lambrate. Hanno sede infatti qui complessivamente il 32% dei  ristoranti e bar attivi in città con titolare cinese, il 38% degli egiziani e il 48% dei peruviani mentre i marocchini scelgono soprattutto le zone 4 (da Porta Vittoria a Forlanini) e 9 (da Stazione Garibaldi a Niguarda). La storica zona di via Sarpi resta comunque tra le preferite dalla comunità cinese che concentra qui il 14,6% dei propri ristoranti e bar.

I milanesi, in media, frequentano locali etnici dieci volte all’anno e spendono circa 28 euro per mangiare. Si genera così un fatturato di circa 80 milioni di euro. Circa uno su tre frequenta i locali stranieri. Tra gli arabi più scelti: ristoranti (preferiti dal 25% dei milanesi), pizzerie (20%), alimentari  (18%). Tra i latino americani sempre preferita la cucina (30%) insieme alle bevande e ai cocktail (23%). Una serata diversa perché piace il cibo straniero (26,5%) e per i prezzi meno cari (13%), ma quasi uno su dieci vuole avvicinarsi così a  una cultura diversa.

Copyright: agenzia Redattore sociale

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