Sono 164 gli hospice attivi in Italia (a giugno 2009) per un totale di circa 1.850 posti letto residenziali in cure palliative. Lo rivela la ricerca “Hospice in Italia 2009” della Società italiana cure palliative (Sicp), anticipata oggi durante la conferenza stampa di presentazione del XVI congresso nazionale che si svolgerà a Lecce dal 27 al 30 ottobre. Secondo lo studio, per ogni 10 mila residenti nel nostro paese ci sono 0,31 posti letto, poco più della metà di quelli ritenuti ottimali “per di più con grandi differenze tra le regioni”: nella graduatoria delle prime dieci regioni per numero di posti letto in rapporto alla popolazione compaiono sei regioni settentrionali (Lombadia, Emilia Romagna, Friuli, Liguria, Veneto e Piemonte), due del Centro (Lazio e Marche) e solo due regioni del Sud (Basilicata e Molise). Entro la fine del 2010 però dovrebbero diventare operativi altri 65 hospice (la cui realizzazione è prevista dalla programmazione delle Regioni), portando l'offerta complessiva a 229 strutture e circa 2.500 posti letto.
“In tre anni gli hospice sono cresciuti da 105 a 164 -si legge nel comunicato-. Ma a 10 anni dall’approvazione della Legge n.39/99 con cui il ministero della Salute ha assegnato alle Regioni oltre 200 milioni di euro per la realizzazione di strutture residenziali per le cure palliative, risultano operativi appena il 60% delle oltre 180 strutture finanziate con i fondi di allora”. I restanti hospice infatti sono stati realizzati al di fuori di questi finanziamenti.
Sono 250mila i malati in Italia che si trovano ad avere necessità di cure palliative e durante la conferenza stampa si è parlato anche della nuova legge in materia (la n.1771, già licenziata alla Camera e in attesa di approvazione al Senato): “Per essere davvero efficace -ha dichiarato Francesca Crippa Floriani, presidente della Federazione cure palliative onlus- la nuova legge non dovrà limitarsi alle buone affermazioni di principio, ma dovrà essere il punto di partenza per ulteriori passi concreti. La priorità assoluta va alla necessità di realizzare la rete delle cure palliative in tutto il territorio nazionale, con standard di qualità omogenei e in integrazione col terzo settore: ora non sono più accettabili vuoti e differenze da Regione a Regione, da ASL ad ASL, da ospedale ad ospedale”.
Per una migliore applicazione della nuova legge è però necessaria un'analisi dettagliata sulla reale situazione dell'assistenza domiciliare per le cure palliative, e per questo la Sicp ha predisposto una indagine accurata sul territorio in collaborazione con la Società italiana di medicina generale (Simg), l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (AgeNaS) e il ministero del Welfare. “Si tratta di un'indagine conoscitiva nazionale sullo sviluppo delle cure palliative domiciliari come livello essenziale di assistenza -ha detto Giovanni Zaninetta, presidente nazionale di Sicp-. I risultati saranno molto importanti perché ci permetteranno di comprendere l'effettivo stato delle cure palliative domiciliari nel nostro Paese”.
Testo: Ilaria Sesana per "Redattore sociale"
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