“La nostra è un'iniziativa di proposta, non di protesta”. E' il commento di Paolo Pezzana, presidente di Fiopsd (Federazione degli organismi per le persone senza dimora) alla campagna “Pacchetto tutto escluso”, presentata questa mattina a Milano da Fiopsd e dai giornali di strada italiani. “Il punto cruciale è il regolamento di attuazione del Registro per le persone senza dimora, atteso entro gennaio - dice Paolo Pezzana di Fio.Psd -: a seconda di quello che prevederà, gli effetti del Pacchetto sicurezza potrebbero essere devastanti, creando problemi enormi al riconoscimento dei diritti e alla stessa esistenza delle persone senza dimora, o paradossalmente una situazione più favorevole della precedente: ci sono infatti una serie di requisiti ancora da specificare, a seconda dei quali si potrebbero creare situazioni molto differenziate”.
“Va detto chiaramente: non ce l'abbiamo col Governo, a cui diamo il beneficio di inventario - puntualizza Pezzana -: i decreti attuativi preciseranno alcuni requisiti sull'accertamento del domicilio e su una serie di altri requisiti connessi, per cui si potrebbe creare un sistema funzionale, anche in presenza di un 'Registro' che qualche 'falco' può aver interpretato nell'accezione di una schedatura che non condividiamo. Maroni non ci ha dato l'impressione di andare in questa direzione, ma se il decreto conterrà requisiti stringenti che renderanno impossibile l'accertamento della residenza per chi vive per strada, per i senza dimora sarà un disastro. Per questo abbiamo deciso di lanciare una campagna di pressione sul ministero, perché non si facciano danni ma si colga quest'occasione per miglioare l'assetto amministrativo. Il nostro atteggiamento è costruttivo e propositivo - conclude Pezzana - e il senso dell'iniziativa è legato alla chiamata di responsabilità delle istituzioni e della parti sociali, affinché si realizzi un sistema funzionale e non vessatorio”.
Tuttavia, se le cose non dovessero andare nella direzione auspicata, Fio.psd sta già pensando a due ricorsi: alla Corte costituzionale e al Comitato di esperti indipendenti creato per vigilare sulla Carta sociale europea. Con l'istituzione del Registro per le persone senza dimora potrebbe venir meno il diritto alla residenza e così si creerebbe una lista di cittadini italiani si serie B che, non avendo più la residenza, non possono accedere ai servizi sociali o sanitari. Per la Fiopsd si tratta di una violazione dell'articolo 3 della Costituzione che sancisce che "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale". "Stiamo studiando la situazione con un gruppo di costituzionalisti -precisa Pezzana-. Con l'associazione Avvocato di strada stiamo inoltre raccogliendo i casi di cittadini ai quali viene negata la residenza". E la Fio.psd prevede di fare ricorsi anche a livello europeo. L'Italia infatti è tra i firmatari della Carta sociale europea, che tutela, fra gli altri, il diritto all'abitazione, alla salute, alla protezione sociale e alla non discriminazione. "Il nostro Paese l'ha ratificata e quindi è una legge dello Stato -sottolinea Paolo Pezzana-. Stiamo studiando quali profili della Carta vengono violati con le norme del Pacchetto sicurezza e potremmo presentare un collective complaints (reclamo collettivo, ndr) al Comitato di esperti indipendenti previsto dalla stessa Carta".
TESTO: Andrea Rottini e Dario Paladini per Redattore sociale










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