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Identikit di un Garante perfetto
Hanno le idee chiare i bambini lombardi. La loro autorità garante la vogliano così: attenta alla nuove tecnologia e alla multiculturalità.

Che sappia comunicare con i bambini anche grazie all'uso delle nuove tecnologie, che si faccia conoscere, che abbia rappresentanti in tutte le province lombarde, che tuteli la multiculturalità. Questo l'identikit del Garante per l'infanzia e l'adolescenza realizzato dai circa cento ragazzi di cinque scuole lombarde che si sono riuniti nella sala delle colonne, sede storica della Banca popolare di Milano. Occasione dell'incontro, organizzato dal Pidida, la presentazione delle proposte per un tutore a misura di bambino, affinché le autorità recepiscano i desideri dei diretti interessati nella stesura del regolamento attuativo della legge del marzo 2009 che ne istituisce la figura in Regione. Con felpe colorate e mollette viola a forma di stella tra i capelli, i ragazzi e le ragazze si sono avvicendati al microfono raccontando il lungo percorso svolto sul tema dei diritti all'interno delle classi e le idee pratiche conclusive, discusse e approvate dagli alunni.
 
Per i venticinque allievi della II BB dell'unica scuola superiore coinvolta (l'Ipcs Ferraris-Pacinotti di Milano) le riflessioni sono affidate a cartelloni colorati. Un ragazzo ecuadoriano tiene in mano un grande foglio bianco con alcuni disegni e frasi: “Abbiamo il diritto di essere soccorsi per primi, di non essere discriminati”, dice in un perfetto italiano. Rebecca, brasiliana d'origine, incalza “in quest'altro ci sono foto di bambini sfruttati che invece hanno il diritto di giocare”. Tra le proposte avanzate invece, quella di un incontro tra Garante e ragazzi sia attraverso i social network sia faccia a faccia, per un momento di confronto e conoscenza. Per la II C della scuola media “Anna Frank” di Meda (Mi) inizia a parlare Alessia, maglione rosa, seguono i compagni prima con i diritti, poi con le idee concrete: “Occorre poter contattare il Garante attraverso un numero verde e tramite sms. Servono dei rappresentanti provinciali che raccolgano tutte le segnalazioni dei ragazzi; infine un ruolo spetta anche alla divulgazione, la figura si deve far conoscere”. E arriva il volantino “Il garante: nostro amico”, insieme ad uno spot pubblicitario.
 
Il microfono passa poi a tutti i 20 ragazzi della II D della scuola media Uboldo “I.C. A.Manzoni” (Va). Presentano a turno le loro proposte, accompagnando le parole a un video proiettato: diritti rappresentati in classe e immortalati in foto rappresentative. Poi uno spot, la proposta di un sito web, tanti volantini anche per loro che vedono “Il supergarante” su un missile , in arrivo per chi si sente sfruttato. Infine l'idea di una rivista fatta da mani giovani, che parli del garante ai ragazzi e faccia conoscere i ragazzi a lui. Ultimo intervento scolastico quello della scuola media Stoppani di Lecco. Anche per la terza III G sito internet, giornalino ed incontro con l'autority sono le priorità. E propongono le loro creazioni pratiche: una home page colorata e ricca di finestre per il web, un rap e uno spot per pubblicizzare il giornalino. Infine parlano le istituzioni: il consiglio comunale dei ragazzi della città di Meda guidato dal sindaco in giacca, tutti allievi delle scuole medie A. Frank e “Traversi”. Hanno discusso anche loro e hanno avanzato precise richieste: “Modalità per accelerare l'alfabetizzazione tra persone che parlano lingue diverse presenti nelle scuola, scambi tra culture, conoscenza reciproca – ribadisce il piccolo sindaco Davide Asnaghi. -. Il Garante deve anche vigilare sulle pubblicità ingannevoli che spesso hanno come vittime i bambini e contrastare i fenomeni crescenti di bullismo”.

“Avete lavorato forse meglio di noi e forse più in fretta -dice Sara Valmaggi, consigliere del Partito democratico in Regione e relatrice della legge che istituisce la figura del Garante-: l'iter di approvazione è stato lungo e faticoso: è avvenuto nel 2009, ma i primi progetti depositati in Consiglio regionale risalgono al 2004–2005. L'approvazione della legge non vuol dire che il Garante già c'è: ora è necessario approdare al regolamento attuativo per la sua effettiva istituzione”.

TESTO: Maria Gallelli per Redattore sociale

 

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