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L'Aquila: è arrivato il freddo, non le scuole
Le mamme alzano la voce: le lezioni sarebbero dovute iniziare il 5 ottobre

L’AQUILA – Alla fine è arrivato, il tanto temuto “freddo” aquilano, anche se con un po’ di ritardo, benché tutti adesso sembrano mostrare quasi sorpresa di fronte alla cima innevata del Gran Sasso. In un clima di sgomento generale alzano la voce le mamme di alunni di alcune scuole elementari aquilane che vedono i propri figli “andare a scuola” in tendoni situati all’interno di alcune tendopoli nell’attesa che vengano ultimati e consegnati i famosi Musp, Moduli ad uso scolastico provvisori, che avrebbero dovuto essere pronti il 5 ottobre. Questa mattina, davanti al tendone pneumatico adibito a scuola in cui sono ospitati gli alunni della scuola primaria di Pianola, frazione del Comune dell’Aquila, a 4 chilometri dal centro della città, un gruppo di genitori ha fortemente protestato perché: “Questi bambini sono stati trattati come studenti di serie B… Dal 5 ottobre vanno a scuola in un tendone: sono 80, divisi in 5 classi, dai 5 ai 10 anni che devono restare per ore fermi con temperature bassissime e i banchi ogni mattina bagnati a causa della condensa. Devono indossare due cappotti. Dicono che il Musp sarà pronto in pochi giorni, ma ancora non asfaltano la piazzola antistante, e con il maltempo chissà quando lo faranno. Intorno è un cantiere a pieno regime”.


“Il Musp di Pianola avrebbe dovuto essere pronto il 5 ottobre – conferma Armando Rossini, dirigente scolastico del Circolo didattico ‘Gianni Rodari’ del quale fa parte la scuola primaria di Pianola – e capisco il disagio e la preoccupazione dei genitori. Domani i bambini saranno ospitati nei locali (palestra e spazi liberi) di un’altra scuola, quella di Pile, in muratura, la meno danneggiata dal sisma, con la speranza che sia rispettata la data del 15 ottobre come consegna del Musp di Pianola, che mi è stata comunicata stamattina”. Ma quelli di Pianola non sono gli unici studenti costretti a far lezione nelle tende: a Barete e Campotosto, nell’attesa delle case in legno prefabbricate che ospiteranno le scuole stessi problemi e stessa situazione. Ma molti dei 16.803 studenti, tornati a scuola tra L’Aquila e gli altri comuni del cratere, in attesa della “definitiva” sede provvisoria del proprio istituto: risultano infatti pronti, in un panorama in continuo divenire, meno di 15 dei 33 Musp previsti per far fronte al fabbisogno scolastico dopo il terremoto.

Elisa Cerasoli per Redattore sociale

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