MILANO – Non ci sono dati né statistiche, ma la violenza contro le donne over 70 resta una triste realtà. Un problema non studiato neanche dall'Istat, che indaga sul fenomeno complessivo ma estende le rilevazioni (solo dal 2006) fino a coloro che hanno compiuto il settantesimo anno.
Per lottare contro l'ignoranza su questo fronte prende il via il progetto “La violenza contro le donne anziane: conoscere e sensibilizzare per prevenire”. Presentata questa mattina a Milano, l'iniziativa è finanziata dal dipartimento per le Pari opportunità della presidenza del Consiglio e nasce sotto l'egida della sezione lombarda dell'Auser, associazione di volontariato e di promozione sociale ed ente nazionale con finalità assistenziali. Il progetto si pone finalità ben specifiche: “Creare una base di studio sull'argomento con il coinvolgimento di medici e ricercatori - riferiscono dall'Auser Lombardia -; formare gli operatori del settore, informare i cittadini tramite una campagna di sensibilizzazione”. Grazie all'esperienza pluriennale di Filo d'argento (punti di ascolto telefonico gratuito, diffusi a livello regionale) l'Auser segnala che le violenze sulle donne tra i 70 e gli 85 anni sono molto frequenti: “L'ambito domestico è il più difficile da indagare, perché si fa molta fatica a mettere una madre contro una figlia o un figlio. Inoltre mentre l'abuso fisico si vede, più nascosto ma non meno frequente risulta quello psicologico: minacce, raggiri, aggressioni verbali, ridimensionamento del ruolo, violenze economiche”.
Il progetto, della durata di 18 mesi, coinvolgerà nella sua attuazione una pluralità di enti: gli Assessorati alle Pari Opportunità dei Comuni di Lodi e Cremona, la società Pari e Dispari e avrà il sostegno di una ampia rete di soggetti tra i quali la direzione generale Famiglia e solidarietà sociale della regione Lombardia, i dipartimenti di sociologia dell’Università di Pavia e dell’Università Bicocca di Milano, la provincia di Lodi e diverse associazioni locali impegnate contro la violenza alle donne. “La regione Lombardia è la prima in Italia per numero di anziani, la quarta regione in Europa - spiega Marina Matucci, della Direzione generale Famiglia e solidarietà sociale della Regione - . Per questo motivo ci interessa tutto ciò che riguarda gli anziani: occorre ascoltare i bisogni che emergono per ripensare e riadattare le risposte nel sistema di welfare sussidiario che la Regione ha realizzato”. Il progetto “studierà i bisogni , farà luce sulla mancanza di dati statistici e di letteratura sull'argomento, e sarà un lavoro continuo, che in sé non può avere una conclusione”. Coinvolto nell'iniziativa anche il comune di Lodi: “Miriamo a fare emergere i dati e a stimolare eventi di sensibilizzazione del territorio: convegni, formazione degli operatori che lavorano nel settore, le badanti nell'ambito domiciliare e il personale delle case di riposo”, riferisce Giuliana Cominetti, assessore alle pari opportunità del Comune di Lodi. “Il 20 ottobre avremo un primo incontro territoriale per riunire le associazioni e le realtà territoriali del settore. Le badanti, in particolare, saranno informate attraverso la lista di persone in possesso del Comune, che ha provveduto negli scorsi mesi alla realizzazione di corsi d formazione a loro destinati”.
Maria Gallelli per Redattore sociale










OKNOtizie
Segnalo
Diggita
Delicious
Facebook