“Diciamo basta alle parole vuote e alle promesse fasulle, servono fatti". Inizia con la protesta della Cpd (Consulta per le persone in difficoltà) e del Csa (Coordinamento sanità e assistenza fra i movimenti di base) la terza Conferenza nazionale sulle politiche della disabilità organizzata a Torino dal Ministero del Lavoro.
Di fronte al palazzo di Torino Esposizioni i rappresentanti delle due realtà a cui aderiscono rispettivamente 60 associazioni di volontariato e 23 organizzazioni distribuiscono una lettera aperta agli organizzatori e ai relatori dell'appuntamento governativo. "Basta con la pensione da fame da 255 euro mensili", "basta con l'elemosina umiliante della social card", "basta con la ossessionamente angoscia delle famiglie per il 'durante e dopo di noi'", si legge nel testo.
Cpd e Csa criticano "il recente documento del governo riguardante la programmazione economica e finanziaria che riduce del 70% il Fondo per le politiche sociali", il che rende "assolutamente insufficienti le già scarsissime risorse destinate alla fascia più debole della popolazione". Le due realtà ritengono sia "in imminente pericolo" la presenza nella scuola di un numero sufficiente di insegnanti di sostegno adeguatamente preparati e il Finanziamento del Fondo per le non autosufficienze.
Fra le richieste, anche una legge statale che preveda per le persone con handicap invalidanti aiuti psico-socio-economici, la promozione degli affidamenti familiari, il sostegno delle adozioni dei minori, centri diurni con orari ampi, alloggi individuali accessibili, comunità alloggio di 8-10 posti al massimo.
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