Aiuti economici alle vittime dell'amianto. È la richiesta che i lavoratori vittime della fibra killer faranno domani, giovedì 17 settembre 2009, al ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali Maurizio Sacconi.
L'incontro si terrà alle 14.30 presso il Senato della Repubblica quando una delegazione dei lavoratori, accompagnata anche dall'attore Ulderico Pesce, si recherà in Parlamento dove sarà ricevuta ufficialmente. La discussione verterà sulla richiesta fatta al governo Berlusconi affinchè venga emesso il decreto attuativo che sblocchi i 50 milioni di euro che furono approvati e stanziati dal governo Prodi e che furono specificamente destinati al Fondo vittime per l'amianto.
“Prima di tutto sarà organizzato un sit-in davanti al Ministero alle 11 – spiega Ulderico Pesce – quindi andremo al Senato. Io stesso sto portando in giro nei teatri d'Italia un nuovo spettacolo che si intitola 'A come amianto', in cui racconto la storia di questa terribile sostanza in Italia soffermandomi in particolare sulla Val Basento e sugli impianti di Pisticci e Ferrandina”.
Ma le pressioni al governo e sull'opinione pubblica non finiscono qui: sul suo sito l'attore www.uldericopesce.com ha lanciato una petizione popolare. Cinque sono le richieste:
- La bonifica immediata dei siti “a rischio dispersione amianto” come previsto dalla Legge 257 del 1992. Sul territorio nazionale infatti sono presenti 32 milioni di tonnellate di amianto che vanno rimosse da scuole (come l’asilo di Villa Gordiani a Roma ecc.), o da fabbriche dismesse (come la Fibronit di Bari ecc.), o da palazzi (come quelli in via Feltrinelli a Milano);
- La messa in sicurezza di cave di amianto (come quella di Balangero in provincia di Torino ecc.) e di aree dove l’amianto – tremolite si disperde nell’aria in maniera naturale come accade nei seguenti paesi in provincia di Potenza: Seluci di Lauria, Castelluccio Superiore, Latronico, Viggianello, Terranova del Pollino ecc;
- L’estensione della sorveglianza sanitaria gratuita, oggi prevista solo in Lombardia, Friuli e Campania, a tutto il territorio nazionale, per gli operai esposti all’amianto, le loro famiglie e le persone che vivono o hanno vissuto nelle immediate vicinanze di luoghi a rischio presenti in molti comuni italiani tra i quali: Sesto San Giovanni (MI), Monfalcone (GO), Casale Monferrato (AL), Taranto, Val Basento (MT), ecc;
- La chiusura delle discariche di amianto presenti oggi in Italia e il blocco di qualsiasi iniziativa mirante a costruirne di nuove (come accade a Buffalora (BS), Cappella Cantone (CR) ecc.) perché l’amianto non va “nascosto sotto il tappeto” rimandando il problema dello smaltimento e contaminando le falde acquifere bensì la nostra nazione, in linea con paesi europei più avanzati come la Germania e la Francia, si deve attrezzare di “forni per l’inertizzazione dell’amianto” che portato a 1600 gradi diventa tipo vetro perdendo la sua pericolosità;
- Che venga emesso il decreto attuativo in grado di sbloccare i 50 milioni di euro approvati e stanziati dal Governo Prodi che serviranno come Fondo per le vittime dell'amianto.










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