Contro la liberalizzazione selvaggia dell'agricoltura mondiale che, se passasse la deregulation del mercato, divorerebbe non solo i poveri, ma anche i contadini, i consumatori e l'ambiente dei paesi più svantaggiati. Scende di nuovo in campo il movimento "alter-mondialista” (cioé quello che propone un altro modello di mondializzazione dei mercati e che, dieci anni fa, prese il nome di "no-global”) in vista del vertice WTO che si terrà a Ginevra dal 3 novembre al 2 dicembre 2009. A guidarlo, in Italia, è l'associazione “Fair” pronta ad organizzare eventi su tutto il territorio nazionale e ad esercitare un'attività di lobbying interna per attirare l'attenzione dei media e della pubblica opinione sulle tematiche in discussione al WTO, con l'intento di bloccarne le trattative.
“Esattamente dieci anni fa si teneva il WTO a Seattle -ricorda Alberto Zoratti di Fair- in quell'occasione nacque il movimento no-global e le organizzazioni sociali riuscirono a bloccare il Millennium Round, ovvero il documento che in teoria i Paesi del Wto volevano approvare e che prevedeva una liberalizzazione prepotente dell'agricoltura, con gravi conseguenze per i piccoli produttori e per l'agricoltura stessa delle nazioni più povere. A distanza di dieci anni, si ripropone lo stesso negoziato, il Doha Round, in cui vengono avanzate le stesse proposte. La liberalizzazione del mercato del cibo e dell'agricoltura, attraverso per esempio l'abbassamento dei dazi doganali –prosegue Zoratti- minerebbe fortemente il mercato interno dei Paesi in via di sviluppo che rischierebbero di essere invasi dai 'prodotti globali', di veder sparire i loro produttori interni che non potrebbero competere sul mercato, e di vedere trasformato il proprio ambiente”.
Il 3 e il 4 settembre a New Delhi si aprirà un mini vertice di apertura al Wto dove “i più grandi” cominceranno ad aprire i tavoli del negoziato. Fair da subito darà vita ad un lavoro di lobbying producendo e diffondendo tra gli stessi ministri documenti che spiegano le ragioni del no alla liberalizzazione. “In preparazione al prossimo incontro della Wto faremo una catena tra i blog della rete "Our world is not for sale" (www.ourworldisnotforsale.org) – spiega infatti Monica Di Sisto, vicepresidente di Fair - e poi inoltreremo una lettera internazionale al Adolfo Urso, vice ministro allo sviluppo economico che si occupa dei negoziati, al ministero dell'Economia e agli altri ministeri competenti. E' un lavoro di lobby, poi ci stiamo preparando anche alle mobilitazioni in occasione dei prossimi appuntamenti della Fao, tra cui il World food day (16 ottobre) e il World summit on food security (16-18 novembre)”.
Ma le iniziative saranno anche in Italia: il 26 settembre 2009 alla Fiera Fa' la cosa giusta di Genova sarà organizzato un seminario sul tema della “sovranità alimentare contro l'agricoltura globalizzata”. Il 16 ottobre 2009 invece sono previste iniziative insieme ad altre associazioni (come Mani Tese, Crocevia, ecc.) per la giornata sulla “Lotta alla povertà” mentre a novembre, il vertice del FAO a Roma sarà un'altra occasione per ribadire il no ai negoziati di Ginevra.
Testo: Stefania Culurgioni
Copyright: Redattore Sociale










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