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I computer del Ministero si sono inceppati mentre inoltravate la domanda per regolarizzare un cittadino straniero alle vostre dipendenze nel decreto flussi 2007? Niente paura: ora potete chiedere un risarcimento danni e fare ricorso, appellandovi alla sentenza pubblicata oggi dal Tar della Lombardia che ha accolto un ricorso della Cisl di Milano.
Il sindacato, che ha assistito 15 datori di lavoro nel loro ricorso al Tar, aveva denunciato gravi falle nel sistema informatico che aveva gestito la spedizione delle domande di regolarizzazione durante il "Click day” del 15 dicembre 2007, durante il quale “i computer si erano 'impallati' quando dovevano leggere i nominativi dei lavoratori di nazionalità cingalese”, spiega Maurizio Bove, responsabile dell'Ufficio politiche migratorie della Cisl milanese.
Ciò aveva causato un “grave danno anche di tutti coloro che venivano inseriti subito dopo di essi e che, a causa del blocco, non avevano potuto partecipare alla 'corsa contro il tempo' per ottenere la sospirata regolarizzazione” continua Bove. I 170 mila posti messi a disposizione dal decreto flussi, a fronte di 700 mila domande erano infatti andati esauriti dopo pochi minuti dal via, dato alle 8 del mattino.
“La sentenza del Tar ha riconosciuto che questo blocco c'è stato, mentre il Ministero si era difeso dicendo che alle ore 14 il sistema era ripartito e nessuno era stato danneggiato - spiega Alberto Guariso, uno degli avvocati che ha seguito il ricorso -. In realtà non c'è nessuna prova che le domande bloccate erano state reinserite in graduatoria nel modo corretto''. Questo riconosce quindi ai 15 ricorrenti il diritto al rilascio del nulla osta per l'assunzione, indipendentemente dall'orario di ricezione che era stato loro attribuito dalla Prefettura. Non solo: tutti gli altri richiedenti che si sono visti respingere la domanda “per asserita tardività” potranno ora pretendere l'accoglimento della domanda stessa e il risarcimento del danno.
“Dal punto di vista pratico questa sentenza non sarà tuttavia di un'utilità enorme - precisa Guariso -, perché molti richiedenti sono rientrati nella seconda tranche (il decreto flussi del 2008 ha accolto altre 150mila persone prendendole dalla graduatoria del 2007) e altre 100mila domande sono cadute nel vuoto. In più, con l'ultima sanatoria in corso (la regolarizzazione di colf e badanti, ndr) non dico che si esauriranno tutte le domande, ma il problema è di certo meno pressante. Tuttavia ora, in base a questa sentenza, chiunque può rivolgersi al Tar della propria regione per proporre una causa di risarcimento danni per mancata regolarizzazione, dal momento che il blocco dei computer è stato un problema rilevato su scala nazionale”.
Testo: Andrea Rottini
Copyright: Redattore Sociale
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