Ho sempre pensato che non sia necessario fotografare un luogo spettacolare o sperduto per descrivere un viaggio. Ma da qui all’idea di fotografare le aree di servizio dell’autostrada ce ne è voluto. Sono servite le mie trasferte settimanali in automobile dal Piemonte alla Lombardia, ma soprattutto il Giubileo. Nell’estate del 2000 centinaia di persone di tutto il mondo si ritrovavano, ancor prima di arrivare alla meta, in un unico luogo, nello stesso istante: l’autogrill. Lo spunto è stato quello. Non avevo più bisogno di partire per raccontare il viaggio, bastava sostare e raccontare la pausa di chi era in movimento.
Le famiglie, i gruppi di amici, le coppie, le persone in viaggio da sole: tutti di fronte all’obbiettivo, con il proprio microcosmo che si svela attraverso l’abbigliamento, il mezzo di trasporto, la posa. Italiani, stranieri, camperisti, motociclisti, comitive in pullman, sportivi e salutisti, figli dei fiori degli anni Novanta e musicisti in furgoncini personalizzati.
La sosta diventa così un accesso “indiscreto” all’intimità dei viaggiatori, una chiave di lettura della loro personalità e delle relazioni che intercorrono tra i partecipanti del viaggio, persone lontane tra loro nel resto dell’anno e vicine durante le ferie. A ogni persona ritratta ho chiesto una liberatoria.
Quella firma è stata per molti di loro l’ostacolo più difficile superare: accettare di essere fotografati sulla via delle vacanza, in pantaloncini o con il cane, significa rivelarsi per come si è, senza trucco, senza finzione. A stampa realizzata, le immagini sono state spedite ai “modelli” in cambio del loro consenso, per lettera o via mail. La foto è diventata così parte della vacanza, uno degli eventi accaduti durante il viaggio: qualcosa da raccontare e ricordare.
L'autrice:
Elena Datrino
Trentadue anni, vive e lavora tra Milano e Torre Canavese (To), la sua vera patria oltre che la “base” del suo clan familiare. Diplomata all’Istituto europeo di Design di Milano nel ’99, ha lavorato come assistente per diversi fotografi, occupandosi di food, architettura di interni, still life, pubblicità e fotografia industriale. I suoi scatti sono stati selezionati ed esposti al Festival della fotografia di Arles (Francia) e a quello di Savignano sul Rubicone (Fc). Oggi si dedica al ritratto e al reportage,
come indagine sul quotidiano.























