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Trattamento inumano, l'Italia dovrà risarcire un detenuto bosniaco
La Corte dei diritti dell'uomo di Strasburgo ha condannato lo Stato italiano per "trattamento degradante". Vittima un cittadino bosniaco recluso a Rebibbia, che sarà compensato con 1000 euro. E adesso si pensa a un ricorso di tutte le associazioni impegnate in carcere.

La Corte dei diritti dell'uomo di Strasburgo ha condannato l'Italia a pagare 1000 euro di risarcimento a un detenuto bosniaco, colpevole di furto aggravato, per aver scontato un periodo di detenzione nel carcere di Rebibbia in condizioni di sovraffollamento, dove è stato vittima di "trattamenti inumani e degradanti”. “Un caso emblematico, in base al quale il coordinatore dei Garanti dei detenuti (la bolognese Desi Bruno), sta studiando un modello di ricorso che verrà diffuso dalla rete delle associazioni impegnate in carcere”, dice Francesco Morelli di Ristretti Orizzonti. 

“Abbiamo ricevuto proprio oggi da Lecce un comunicato del Sappe, sindacato di polizia penitenziaria, che denuncia come in carcere i detenuti abbiano a disposizione un metro e mezzo quadrato a testa -continua Morelli-. La legge, invece, dice che ci vogliono 7 metri quadri per il primo detenuto più quattro per ogni detenuto aggiunto, ma non viene rispettata quasi da nessuna parte. Forse non tutti i 64 mila detenuti chiederanno il risarcimento, ma pochi di meno. Il percorso, tuttavia, non è così semplice: il ricorso va infatti presentato prima ai giudici italiani, deve superare tutti i gradi di giudizio e solo allora può approdare alla Corte europea dei diritti dell'uomo”.

Il sovraffollamento in carcere non è una novità -dice Francesco Bertè, medico del carcere di Monza: è un problema dell'Italia in particolare e forse anche di alcuni Stati del Terzo mondo, perché in Europa questo problema non c'è. In alcune carceri lombarde hanno messo le persone in qualsiasi posto fosse possibile chiuderle e blindarle per qualche ora. Dopo l'indulto le carceri si erano svuotate del 50%, ora ci sono oltre 64mila persone. Basta pensare che in un carcere come quello di Monza, che potrebbe contenere 400 detenuti, ce ne sono 840. Se non la smetteranno di assumere consulenti che vanno al Ministero della Giustizia e che di carceri non ne capiscono nulla, finché non prenderanno provvedimenti per costruire nuove carceri o ristrutturare quelle che ci sono con cognizione di causa, avremo sempre problemi”.

Testo: Andrea Rottini

Copyright: Redattore Sociale

 

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