Si è trattato di un “omicidio colposo, e non di un incidente fortuito”. È quanto sostiene l’Associazione disabili visivi (Adv) riferendosi alla morte di un non vedente, occorsa sabato scorso a Gabicce Mare. L’uomo – caduto nelle acque del porto insieme a un amico, rimasto illeso - è annegato perché, accusa l’Adv, “mancava la banda di semisfere a rilievo che in tutto il mondo significa per i ciechi segnale di pericolo”.
“Sicuramente – recita una nota diffusa oggi – i due non sarebbero caduti in acqua se, mezzo metro prima del bordo, vi fosse stata quella striscia di gomma speciale per esterni, anche semplicemente incollata sulla pavimentazione esistente, ad avvisare in tempo del pericolo i due amici che con l'uso del bastone bianco si godevano in completa autonomia il loro primo giorno di vacanza”. Ora, l’associazione – che parla di una vera è propria “morte annunciata”- chiede che siano individuati i colpevoli di un’omissione fatale, che “viola apertamente la legge del 1996, a tutela dei disabili visivi”.
Da oltre un decennio, l’Adv si batte per l'applicazione della normativa italiana sull’eliminazione delle barriere percettive, che impone l’adozione di segnalazioni tattili per l'orientamento e la sicurezza di non vedenti e ipovedenti. “I politici e gli uffici tecnici di molti comuni – scrive il presidente Adv Giulio Nardone - ritengono che le barriere architettoniche siano soltanto i gradini e, spesso, non eliminano neppure quelli”. L’episodio di sabato non è un caso isolato e segue numerosi appelli rimasti nel tempo inascoltati “per l'apposizione dei segnali a terra di pericolo nel porto di Cattolica, dove qualche anno fa un cieco è caduto in mare, o a Venezia, lungo la riva della Giudecca recentemente rifatta, ma in aperta violazione della normativa che dovrebbe tutelare i disabili visivi”. O ancora nella metropolitana di Roma, dove “per far segnalare con il codice di pericolo tutte le banchine delle metropolitane c'è voluta cinque anni fa la morte del nostro socio Giampiero Cassio”. “Adesso il rito si è compiuto, il morto c'è stato: dobbiamo sperare – conclude l’Associazione disabili visivi - che non se ne debba attendere un altro per dotare gli spazi e gli edifici pubblici (tutti quelli costruiti o ristrutturati dopo il 1996 sono fuori legge se non adeguati) dei segnali di pericolo e di quelli per l'orientamento dei non vedenti e degli ipovedenti”.
Copyright: Redattore Sociale (Monica Caboi)










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