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Cala il numero degli aborti in Italia. In controtendenza le straniere
Relazione al Parlamento sull'attuazione della legge 194: nel 2008 121.406 interruzioni di gravidanza (-4,1%). Calano gli aborti tra le minorenni. Il sottosegretario Roccella: "Risultati migliori rispetto agli altri Paesi".

In diminuzione il numero degli aborti in Italia: la relazione del ministro della Salute al Parlamento sull’attuazione della legge 194, presentata stamani dal sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella, conferma la tendenza storica al calo del ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza nel nostro paese.

Cala anche, in controtendenza rispetto agli altri Paesi europei, la percentuale degli aborti tra le minorenni, mentre restano confermate le stime sugli aborti clandestini. Secondo il dato provvisorio, del 2008 sono state effettuate 121.406 interruzioni volontarie di gravidanza (Ivg), con un decremento del 4,1% rispetto al dato definitivo del 2007 (126.562 casi) e un decremento del 48,3% rispetto al 1982, anno in cui si registrò il più alto ricorso all’aborto (234.801 casi). Il tasso di abortività, cioè il numero di Ivg per mille donne in età feconda tra i 15 e i 49 anni (cioè secondo l’indicatore più accurato per una corretta valutazione della tendenza al ricorso all’Ivg) nel 2008 è risultato pari a 8,7 per mille, con un decremento del 4,6% rispetto al 2007 (9,1 per mille) e un decremento del 49,4% rispetto al 1982 (17,2 per mille). Per quanto riguarda le minorenni, il tasso di abortività nel 2007 è risultato pari a 4,8 per mille, contro il 4,9 per mille del 2006.

Crescono invece gli aborti effettuati da cittadine straniere, che nel 2007 sono state 40.224, di cui oltre la metà (21.717) da parte di donne provenienti da Paesi dell’Europa dell’Est: gli aborti delle straniere sono dunque il 32,2% del totale delle Ivg. Nel 2006 la percentuale era stata del 31,6% mentre nel 1998 era al 10,1%. “Siamo particolarmente soddisfatti del calo degli aborti tra le minorenni – ha affermato il sottosegretario Roccella -: l’Italia ottiene così risultati migliori rispetto agli altri Paesi europei che hanno scelto politiche di prevenzione classiche, unite alla messa a disposizione di metodi quali la pillola del giorno dopo. Preoccupa invece la situazione delle straniere, per le quali risulta molto forte il fattore culturale e verso le quali intendiamo agire con specifiche misure di informazione e di prevenzione”.

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