Mensa, docce e visite mediche per aiutare i braccianti stranieri impiegati nella raccolta stagionale di fragole nelle campagne casertane. L'iniziativa, che si tiene a Parete dal 20 al 31 luglio 2009, si chiama “Villaggio della Solidarietà” ed è promossa da “Arci”, “Nero e non solo!”,“Associazione Socio-culturale Islamica di San Marcellino” insieme alle associazioni “La Tenda”, “La Tribù dei Nasi Rossi” e “Piazza Berlinguer” con il supporto del comune.
In questi dieci giorni sono garantiti una mensa serale per 200 persone, un servizio doccia nello stadio comunale e assistenza sanitaria presso gli studi dei medici di base del comune. Un sostegno concreto per questi lavoratori che nella maggior parte dei casi non godono dei minimi diritti umani garantiti dalla Costituzione e dalle normative comunitarie e internazionali. In programma ci sono anche dibattiti sul lavoro nero, sullo sfruttamento in agricoltura e sul pacchetto sicurezza e, ancora, eventi interculturali, proiezioni cinematografiche, animazione sociale per promuovere il confronto con la popolazione locale e facilitare il dialogo con gli stranieri.
La piana tra Villa Literno e Castel Volturno e le aree limitrofe del casertano nel periodo della raccolta attraggono manodopera che viene reperita tra i lavoratori stranieri. La situazione è particolarmente evidente nel comune di Parete, a forte vocazione agricola, dove si realizza il 6% della produzione di fragole a livello nazionale. Il bracciantato rappresenta l’unica fonte di sostentamento per migliaia di cittadini stranieri. 
“La situazione è aggravata inoltre dal caporalato e dal racket, che – sostengono gli organizzatori del Villaggio della solidarietà - dopo il varo del pacchetto sicurezza troverà un ulteriore strumento di sfruttamento per alzare il prezzo degli affitti delle case e del collocamento di chi è senza permesso di soggiorno”.
Una situazione che ha costretto molti emigrati a trovare rifugio in vere e proprie baraccopoli sorte nelle campagne sprovviste di ogni tipo di servizio e dell’acqua corrente. La presenza dei lavoratori nei campi si prolunga fino ad agosto, quando i braccianti si spostano in Puglia, per la raccolta stagionale dei pomodori.
(Nella foto il giornalista Fabrizio Gatti che nel 2006 finse di essere straniero e per una settimana lavorò con i braccianti nei campi di Foggia. L'inchiesta fu pubblicata sul settimanale L'Espresso)










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