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Morire di carcere
Un libro inchiesta svela i dati dei suicidi dietro le sbarre

Se sei in galera ti viene più voglia di farla finita. A spiegarlo è il nuovo libro edito da Ristretti Orizzonti, l'associazione di volontari attiva nel carcere “Due Colonne” di Padova. Il dossier si intitola “Morire di carcere” ed è stato curato da Laura Baccaro, psicologa,  criminologa ed esperta di problematiche della salute in carcere e da Francesco Morelli, curatore del Dossier "Morire di carcere" per Ristretti Orizzonti (Edizioni Ristretti, 2009; pag. 416; 15 euro).

I dati parlano chiaro: dal 1980 al 2007 sono 1.371 i detenuti che si sono tolti la vita nelle carceri italiane, uno su tre era in isolamento. Una frequenza di suicidi 21 volte superiore rispetto a quella del mondo “fuori”. Confermata da quest'altro paragone: ogni anno si registra un suicidio ogni 924 detenuti (uno ogni 283 in regime di 41-bis) a fronte di un suicidio ogni 20mila abitanti liberi. Molto elevati sono anche gli episodi di autolesionismo: ogni anno uno ogni dieci detenuti, come anche quelli in cui reclusi rifiutano le terapie mediche: uno ogni 20 detenuti.

Ma il dossier non si ferma qui: gli autori hanno cercato di capire se c'è una connessione tra il suicidio e la posizione giuridica del carcerato e se esistono “fattori di rischio” in particolare legati alle minoranze (stranieri, donne, minori, internati). A corredare le tabelle però c'è dell'altro: le testimonianze di chi ha assistito a suicidi in carcere e i modi in cui alcuni istituti hanno cercato di prevenire il problema.

Ci si domanda in questo libro come si sopravvive in carcere - spiega il magistrato Sandro Margara, autore della prefazione - e la risposta è individuata in quelli che vengono chiamati 'fattori di resilienza', cioè la capacità di ritrovare rapidamente un equilibrio dopo l’evento negativo. Questi fattori sono descritti in una tabella riassuntiva, articolata in tre gruppi: risorse del soggetto, progettualità individuale e capacità relazionali e sociali. Chi ha queste risorse non vivrà certamente il carcere con disinvoltura, ma sarà in grado di reggere le sue dinamiche. Chi è privo di queste risorse, invece, vivrà il carcere con una particolare sofferenza che potrà portare anche alla fuga peggiore. C’è da chiedersi: ma il carcere darà spazio alle risorse di resistenza, le faciliterà o ne avrà paura?”.

Chi volesse acquistare il libro, può farlo ordinandolo al negozio online di Ristretti Orizzonti (www.ristretti.it) oppure facendo un versamento di 15 euro sul C.C. postale 67716852 (Associazione "Granello di Senape Padova", specificando il titolo del libro nelle causali di versamento) o ancora con bonifico bancario,  utilizzando questo IBAN: IT 21 H 07601 12100 000067716852 (Associazione "Granello di Senape Padova", specificando il titolo del libro nelle causali di versamento).


Stefania Culurgioni

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