Tempo libero
Coppole, tarallucci e vino
Con "Mafie in pentola", tra peperoncini, miele e Nero d'Avola, Tiziana Di Masi ci accompagna in un insolito viaggio che sposa il teatro civile e l'enogastronomia.

In scena una tavola imbandita con piatti davvero speciali: dai peperoncini di Gioia Tauro, al miele di San Benedetto Po, fino al Nero d'Avola di San Giuseppe Jato. E poi pasta, taralli, olio, mozzarelle. Frutti e leccornie provenienti dalle terre confiscate alla malavita organizzata in Calabria, Campania, Puglia, Piemonte e Sicilia. Sono loro e chi li ha prodotti, i protagonisti di "Mafie in pentola", progetto che unisce il teatro civile alla cultura eno-gastronomica.

"Nessuno si aspetterebbe di sentire parlare di mafia a tarallucci e vino", commenta Tiziana Di Masi, giovane attrice emiliana. É lei lo speciale maitre che invita gli spettatori alla degustazione di un menu insolito, fatto di storie e di sapori. "Dall'antipasto al dolce, racconto come è nato ogni ingrediente, l'incontro con le persone che lo hanno preparato, raccolto e coltivato, lottando per strappare la terra dall'oppressione di 'ndrangheta e camorra".
Ad accompagnarla in questa indagine "sul campo", che si è poi trasformata in una narrazione dove il cibo è simbolo di memoria e riscatto sociale, è stato il giornalista Andrea Guolo, anche grazie al sostegno di Coop Adriatica e al patrocinio di Libera.

Sul palco rivivono le storie di chi si prende cura dei frutti della terra. Come i tre migranti sfuggiti alla camorra di Rosarno e che ora lavorano nella cooperativa della Valle del Marro (Reggio Calabria). O i soci della piemontese Cascina Caccia, intitolata al procuratore ucciso a Torino nel 1983: producono miele e pregiate nocciole nei terreni che, per ironia della sorte, sono stati confiscati alla famiglia di Domenico Fiore, l'assassino del magistrato. "Cibo buono da mangiare e giusto da comperare", puntualizza Tiziana. Perché portare in tavola i prodotti delle terre confiscate ai boss significa dare un appoggio concreto all'economia dell'antimafia.

Ospitato anche da scuole, associazioni e circoli, "Mafie in pentola" dopo il debutto a Forlimpopoli (Fc) prosegue il suo viaggio lungo lo Stivale, con un invito: continuare a sostenere cooperative agricole e sociali, partecipando alle loro iniziative. "Penso a Cascina Arzilla, una tra le ultime fattorie didattiche nate in Piemonte -conclude Tiziana-, dove tra zucche e insalate si educano i bambini alla legalità".

Testo di Rosy Battaglia

 

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