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I nuovi ultimi
Oggi, al gradino più basso della scala sociale è seduta una generazione che non arriva a fine mese. La Compagnia del teatro popolare porta in scena le storie della "Povera gente".

L'invito è di quelli che, alla prima occhiata, lasciano interdetti: "Un biglietto speciale in cambio della tua partecipazione allo spettacolo come comparsa", recita la locandina. E il gioco funziona se i primi dieci spettatori di "Povera gente" sono disposti per una sera a interpretare il ruolo di un "barbone". Un debutto singolare per la prima produzione della "Compagnia del teatro popolare", nata quattro anni fa dall'incontro tra un moderno giullare, Paolo Rossi, qui in veste di capocomico (oltre che di regista e attore), e la "BabyGang", fondata nel 2003 da Carolina De La Calle Casanova, insieme ad altri allievi della Scuola Paolo Grassi.

"Misuriamo sempre con attenzione la temperatura della platea -spiega Carolina, autrice poco più che trentenne di questa suite moderna-: perché recitiamo per e con il pubblico". Da qui la decisione di abbattere quella "quarta parete" che separa attori e spettatori, immergendo entrambi in un'epopea attuale e sarcastica sul precariato, ispirata all'opera in dialetto milanese di Carlo Bertolazzi: "El nost Milan: la povera gent", datata 1893, e ora tradotta in una sorta di grammelot dei giorni nostri, in cui si mischiano slang e accenti stranieri. "Un omaggio alle miei radici spagnole", ammette la drammaturga, in Italia da 12 anni.

In un rimando continuo tra passato e presente, tragedia e commedia, sul palco si raccontano le storie di Peppon (Paolo Rossi), Marylin (Carolina), El Togasso (Paolo Faroni), Nina (Valentina Scuderi) e Rico (Marco Ripoldi) e si portano in scena amori e sotterfugi, piccoli espedienti per sopravvivere in una città imbruttita dalla speculazione e dal malaffare. Con la musica di Emanuele dell'Aquila a fare da colonna sonora.
E se cento anni fa gli ultimi erano prostitute, ladruncoli e imbroglioni, oggi al gradino più basso della scala sociale è seduta una generazione che non sa come arrivare a fine mese, disposta a indebitarsi "non solo per fare le vacanze, ma pure per pagare le bollette".

La storia si ripete, ma fa eccezione un particolare: lo spettacolo debutta al Teatro Carignano di Torino (22 marzo - 3 aprile), per fare ritorno solo a giugno al Piccolo di Milano, dove fu rappresentato per la prima volta da Strehler all'indomani della Seconda guerra mondiale. "Anche la nostra avventura ha avuto inizio lì -dice Carolina-: sarà un nuovo punto di partenza, prima di attraversare l'Italia".

Testo di Rosy Battaglia

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