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Ragazzi con la dvisa
Tre attori a piedi nudi sul palco. Per far rivivere l'angoscia della guerra e il dramma di un veleno invisibile: l'uranio impoverito.

La luce delle torce taglia il buio. Lame che colpiscono i corpi come proiettili. Tre giovani uomini danno vita a una "drammaturgia del movimento". A piedi nudi sul palco, riescono a far rivivere l'angoscia della guerra e il dramma di un veleno invisibile: l'uranio impoverito. "Sul confine è uno spettacolo nato sul tema dei conflitti, ma che vuole parlare del destino umano", racconta Gabriele Di Luca, attore e autore del testo insieme a Massimiliano Setti. Con Luisa Supino, anima organizzativa del gruppo hanno fondato "Carrozzeria Orfeo", una compagnia giovane (non raggiungono gli 85 anni in tre) nata nel 2007 a Udine, dopo la formazione all'Accademia d'arte drammatica "Nico Pepe" e che ora ha la propria base operativa tra Mantova e Brescia. In occasione di questo lavoro si è trasformata in un vero e proprio collettivo, con la partecipazione di Alessandro Tedeschi co-protagonista, Diego Sacchi che ha progettato l'impianto luci e Giacomo Trivellino, disegnatore e fotografo di scena.

"È la storia di tre ragazzi che si sono conosciuti in un bar prima della guerra -spiega Gabriele-, anche se lo spettatore lo scoprirà nel corso del racconto visto che procede per flash temporali. Tutti rispondono all'appello che arriva dalla tivù: Cercasi volontari per missione di pace". Si arruolano e dopo poco tempo uno di loro si ammalerà. Simbolicamente la sorte dei protagonisti sarà legata all'immagine di un fiume che scorre in mezzo al deserto, trascinando con sé gli orrori del combattimento, i segreti dell'esercito, la tragedia delle polveri radioattive: "Si troveranno in un non-luogo: un passaggio che separa vita e morte, verità e menzogna, ricordi da espiare".

"Sul confine" ha raccolto finora forti consensi di pubblico, oltre a ricevere il premio in memoria del critico "Dante Cappelletti", ma la tournée continua e a febbraio approda al teatro Cargo di Genova. I "carrozzieri" però non hanno esaurito la loro vena artistica: hanno appena vinto il bando sulla creatività giovanile indetto da Fondazione Cariplo con un progetto che allaccia il linguaggio del fumetto al teatro. E intanto lavorano al prossimo spettacolo. "Si intitolerà Idoli -ci anticipa Gabriele-: apriremo la porta di casa di una famiglia italiana, mettendo in scena l'allegoria della sua quotidianità".

Testo di Rosy Battaglia

 

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