Tempo libero
La grande fabbrica delle parole
Vi è mai capitato di voler dire qualcosa e di non avere le parole? Ora c'è un posto dove le regalano.

C'è un paese dove le parole vengono prodotte dai macchinari di una grande fabbrica. Per poterle usare, bisogna prima andare a comprarle nei negozi. Le insegne recitano: parole sfuse, parole estive, modi di dire per ogni occasione! Parlare costa molto e solo i ricchi possono permettersi di dire tutto quello che vogliono. Gli altri sono costretti a rovistare nei cassonetti o a raccattare, con un retino da farfalle, qualche avanzo che volteggia nell'aria.

Non è poi molto lontano dalla realtà, il mondo descritto nel libro illustrato di Agnès de Lestrade e Valeria Docampo "La grande fabbrica delle parole" (2010, Terre di mezzo Editore). Un mondo in cui la possibilità di esprimersi è "privatizzata" e un bambino povero come Philéas, per dichiarare il proprio amore a Cybelle, può contare su appena tre parole "ciliegia, polvere, seggiola", mentre Oscar, il suo rivale ricco e arrogante, dispone delle costosissime "ti amo", o "ci sposeremo".

Ma se la fabbrica aprisse i cancelli e facesse uscire le parole gratuitamente, per chiunque ne abbia bisogno? È l'idea del laboratorio di scrittura creativa per bambini "La grande fabbrica delle parole", organizzato da Terre di mezzo e attivo fino al 2013 nell'ambito di Rane volanti, una rete di 13 associazioni che si occupano di coesione sociale a Milano, nell'area tra via Padova e il naviglio Martesana. La fabbrica aprirà per la prima volta i suoi battenti il 20 novembre: nella Giornata mondiale dei diritti dell'infanzia, si terrà una sessione speciale del laboratorio presso l'Anfiteatro della Martesana a Milano (nel parco in fondo a via Agordat, MM Turro), dalle 15 alle 17.

"La parola chiave del progetto è accesso. Vogliamo offrire ai più piccoli un contatto ravvicinato con la scrittura, in modo che i libri non siano più oggetti calati dall'alto, ma diventino per loro qualcosa di proprio, di familiare" racconta Francesca Frediani, coordinatrice del progetto insieme a Francesca Scenini, che aggiunge: "I bambini prendono confidenza con la parola e il suo potere simbolico. È una spinta a rivalutare la scrittura e la lettura, anche per chi ha qualche difficoltà con l'italiano. Le famiglie di migranti, in questa zona, sono molto numerose". Attraverso proposte e votazioni, il gruppo dei partecipanti delinea i personaggi, l'incipit e lo sviluppo della storia. Poi, ciascuno scrive un finale. Il tutto insieme a tutor volontari che interpretano lo Scrittore, l'Editore, l'Illustratore, il Tipografo, e che accompagnano i bambini nella realizzazione di un vero libro.

Il laboratorio è gratuito e le classi elementari possono prenotarlo in ogni momento dell'anno, scrivendo una mail a scritturacreativa@terre.it  (oppure telefonando al 338.2825366). Ci sono poi "edizioni speciali" del workshop aperte a tutti. In cantiere, anche iniziative per gli adulti che già da ora sono benvenuti come volontari.

Testo di Giulia Genovesi

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