Tempo libero
Rompere il silenzio
E' paradossale: ma per parlarne bisogna romperlo! Ma può anche essere un'arma a doppio taglio. Se ne parlerà il 3-4 settembre a Sanzeno (Trento).

E' paradossale: ma per parlarne bisogna romperlo! E se è per questo, per ascoltarlo, bisogna che tutto attorno a noi e in noi taccia. È sfuggente come un'anguilla il silenzio, ma senza di esso, sapientemente dosato, la Nona di Beethoven non sarebbe nemmeno stata composta: è grazie ad esso se si possono sensatamente mettere in fila le note tra di loro o le nostre parole, e se ciò che ne viene fuori non è un ammasso caotico ed incomprensibile di suoni.

Forse per questo, in una società "rumorosa" come la nostra (persino l'attesa silenziosa al telefono ci hanno tolto!), se ne sente così tanto bisogno. Il silenzio è una componente profonda dell'umanità, soprattutto di quella che vive anche di spiritualità, e infatti ogni religione vi concede uno spazio privilegiato.

Strana creatura il silenzio, però, perché poi te lo ritrovi dove invece stona, è rumoroso, fuori
luogo, persino colpevole. È un'arma a doppio taglio, perché in alcuni casi ci serve per "coprire" situazioni e storie che non vogliamo vedere né sentire. E che perciò rischiano nemmeno di esistere.
Da questi spunti nasce il convegno "Rompere il silenzio. Tra grandi silenzi e silenzi colpevoli" che si svolgerà a Sanzeno (provincia di Trento) il 3 e 4 settembre 2010. Per informazioni, potete visitare il sito santimartiri.org/convegno

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